«Purchè non si pensi!»: come utilizzare la libertà per instaurare il totalitarismo dei desideri indotti
Viviamo in tempi stranissimi che, oltre ad un volgare conformismo, non ci consigliano di andare. E chiamiamo questo conformismo “buon senso”, “saper vivere” e persino lealtà alla patria, o addirittura “fede”.Così siamo giunti al punto che manifestare un desiderio di conoscere e riflettere, di pensare, oppure dichiarare di avere un punto di vista diverso da quanto ogni autorità ci propone, significa candidarsi al sospetto.
Come minimo, si rischia di trovarsi ai margini del proprio gruppo. L'attuale sistema ha come presupposto che qualcuno pensi e giudichi per tutti.
Ed allora, l'ordine interiorizzato e che nessuno verbalizza, ma che scivola [...]















