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​Stiamo rischiando o no un blackout elettrico per abuso di aria condizionata?

La notizia corre da giorni e ieri e Il Sole 24 Ore ci ha aperto l’edizione online: Il caldo torrido aumenta il rischio di blackout elettrico. “L’afa di inzio agosto ha anche un’altra conseguenza. Il rischio di blackout, di rimanere senza luce e — quel ch’è peggio — senza frigorifero e condizionatore. In questi giorni il sistema elettrico è messo a dura prova. Lo stress energetico viene da entrambi i lati, la domanda espressa da noi consumatori e l’offerta che può dare il sistema elettrico. Noi consumatori reclamiamo chilowattora. Ma al tempo stesso le centrali elettriche, i cavi, i trasformatori soffrono il caldo e le reti sono debolissime“.

Basta poco per lasciare senza corrente interi quartieri di città o vaste porzioni di campagna, scrive il quotidiano di via Monterosa. “E le quotazioni del chilowattora alla Borsa elettrica seguono le regole classiche della domanda e dell’offerta e rispondono subito con un rincaro che oggi vedono i grandi consumatori industriali di energia, quelli che acquistano direttamente al mercato all’ingrosso, ma che al ritorno dalle vacanze vedranno anche le famiglie sulle bollette autunnali”.

Produzione di elettricità per produrre freddo

Il giornale economico lancia un allarme consumi: “La richiesta di elettricità corre. Ieri nell’ora più torrida, le 15 del pomeriggio, la domanda degli italiani era orgogliosamente collocata attorno ai 55mila-56mila megawatt, secondo la rilevazione di Terna, la Spa dell’alta tensione. Gran parte della richiesta è stata espressa per produrre freddo. I condizionatori d’aria e il frigorifero sono la parte più piccola ed evidente di un sistema complesso di raffreddamento. Sono raffreddati i computer, con la piccola ventola che dìssipa il calore sviluppato dal processore, e sono tenuti a temperature invernali i centri elaborazione dati. Hanno batterie di molti frigoriferi non solamente le gelaterie ma anche i bar e i ristoranti. La temperatura sottozero è indispensabile per la conservazione dei cibi in tutta la catena del freddo, dalla surgelazione in stabilimento fino a tutta la distribuzione fino al consumatore finale”.

Non ci sono rischi secondo Terna?

A non credere invece all’ipotesi blackout è invece Eco dalle città, che scrive: “Terna, la società che gestisce la rete nazionale ad alta tensione, garantisce l’assoluta efficienza anche in questi giorni di gran caldo e di consumi elettrici elevati perché il margine di riserva disponibile garantisce la sicurezza in caso di picchi improvvisi. Proprio tra ieri e oggi, giovedì 3 agosto, fino ad ora forse le giornate più calde del 2017 con temperature intorno ai 40 gradi in numerose località, si sta registrando il picco di domanda elettrica annuale che tuttavia è n linea con il periodo: alle ore 15 i grafici della società segnano un fabbisogno energetico di 55,3 gigawatt, 5 giga in meno rispetto ai 60,5 del 22 luglio 2015 in cui fu stabilito il record assoluto di consumo in Italia ma che anche in quel caso non determinò problemi sulla rete. 

Comunque è sempre bene ricordare che tra elevati consumi e blackout non c’è una correlazione diretta, nel senso che questi non dipendono soltanto dai sovraccarichi ma anche da fattori legati ad impianti molto grossi come quelli industriali e all’approvvigionamento energetico. A giugno di quest’anno, con tutte le attività pienamente operative e con ondate di calore intenso anche prolungate, il picco massimo riscontrato è stato di 53 gigawatt. 

Si apprende inoltre che Terna è sempre in grado di attuare la cosiddetta interrompibilità, ovvero la possibilità di modulare i flussi di energia sulla rete e mantenerli in equilibrio istante per istante ‘staccando’ dalla rete alcuni impianti energivori in modo da abbassare il carico. 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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