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11 arresti per la strage di Manchester, scende l'allarme

Salgono a undici gli arresti effettuati dalle forze di sicurezza britanniche che stanno indagando sull’attentato suicida commesso alla Manchester Arena dal ventiduenne di origini libiche Salman Abedi, che si è fatto saltare in aria nel foyer del palazzetto durante un concerto di Ariana Grande, uccidendo 22 persone. Durante l’ultima operazione sono finiti in manette due uomini di 22 e 20 anni nel distretto di Chhetham Hill, a nord di Manchester. Il capo dell’antiterrorismo di Londra, Mark Rowley, ha parlato di progressi “immensi” e ha assicurato che “buona parte della cellula jihadista alla quale apparteneva il kamikaze è stata smantellata. Ciò ha portato la premier britannica, Theresa May, tornata in anticipo dal G7 di Taormina, ad abbassare da “critico” a “grave” il livello di allerta in Gran Bretagna. Ciò significa che il rischio di nuovi attentati resta alto ma non è più considerato imminente.

Rafforzate le misure di sicurezza

Gli ultimi due sospetti a finire in manette sono stati catturati dopo che la porta dell’appartamento dove si trovavano, nel distretto di Cheetham Hill, a nord di Manchester, era stata fatta saltare con un’esplosione controllata. Nonostante il Paese sia ancora scosso, le autorità britanniche hanno voluto mantenere tutti gli eventi pubblici, circa 1.300, attesi in questo lungo week-end (lunedì è un festivo), tra cui la finale della Coppa d’Inghilterra, la finale del Campionato di rugby e un importante partita di cricket a Londra. Anzi, le autorità hanno esortato le persone a partecipare agli appuntamenti sportivi o musicali, a riprendere in pratica una vita normale, spiegando che la sicurezza è stata rafforzata. Lunedì sarà schierato un centinaio di poliziotti su tutto il territorio, e molti altri agenti, anche in abiti civili, sorveglieranno i siti più sensibili.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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