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11 – Il falso Jahvè. Gli hapiru 3

Durante il periodo della dominazione degli hyksos, gli israeliti potrebbero benissimo avere raggiunto nella società egizia l’elevata posizione che la Bibbia attribuisce loro. Infatti, alcuni studiosi affermano che gli hyksos avrebbero riservato una buona accoglienza ai nuovi semiti arrivati, quali Giacobbe e i suoi figli, affidando loro posti di rilievo. Quando però il libro dell’Esodo afferma che sorse un re “che non conosceva Giuseppe” si riferirebbe ai faraoni di Tebe, Kamose e Ahmos, che intorno al 1550 a.C. riuscirono a ricacciare gli hyksos a Canaan e a riunificare l’Egitto, riducendo in schiavitù una parte dei vinti.
Va anche però precisato che nomadi d’origine asiatica arrivarono in Egitto per motivi commerciali, oppure come immigrati, per tutto il II millennio a.C. Specialmente nell’Egitto degli ultimi faraoni della XVIII dinastia e dei primi della XIX, accadde quello che era avvenuto nel paese dei sumeri alcuni secoli prima: gruppi di rozzi nomadi semiti, etnicamente eterogenei, socialmente poco evoluti ed economicamente poveri, entravano alla spicciolata in Egitto in cerca di fortuna, attratti dallo straordinario sviluppo tecnologico delle sue città e dalla loro organizzazione urbanistica e sociale. E naturalmente queste città erano piuttosto turbate dal continuo giungere di stranieri, rozzi e ignoranti, che venivano chiamati “i figli della sabbia”. La loro presenza era mal tollerata, anche se alla fin fine sopportata, in quanto offrivano forza lavoro a basso costo (bastava un po’ d’aglio, di pan secco e un tugurio per abitazione)e poteva svolgere innumerevoli compiti nella costruzione delle nuove città. Queste popolazioni semitiche erano diverse per etnia, lingua e costumi.
Non è quindi assolutamente pensabile che i semiti, stanziatisi in Egitto in quel tempo, fossero un popolo omogeneo per lingua e cultura, in grado di riconoscersi nella denominazione di ebrei e nella discendenza da Abramo, come invece vorrebbe farci credere la Bibbia.Non erano affatto un popolo che aveva già maturato una sua identità nazionale, anche se avevano un retroterra comune. Ed è per questo che il racconto biblico ci testimonia le grandi difficoltà incontrate da Mosè nel tenere unito questo miscuglio eterogeneo di genti e nell’amalgamarlo in una specie di popolo.
Ovviamente non tutti i nomadi semiti che si trovavano nella terra di Canaan immigrarono in Egitto. Alcuni tentarono di insediarsi stabilmente nella zona. Infatti, nelle tradizioni di alcune tribù israelite non esistono tracce di un soggiorno in Egitto e di un esodo.
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