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12 – Il falso Jahvè. Gli hapiru 4

Ci dice la Genesi che la nazione d’Israele ebbe origine con Giacobbe e i suoi dodici figli, i quali si stabilirono in Egitto nella regione di Gosen, nei dintorni della città di Avari, a nordest del delta del Nilo. Siccome possiamo arguire che vi si trasferirono 470 anni prima della conquista di Gerico, avvenuta intorno al 1320 a.C., possiamo datare l’arrivo degli israeliti in Egitto intorno al 1790 a.C.
Questo periodo corrisponde storicamente alla XIV dinastia, che regnò dal 1800 al 1700 a.C. circa. Sembra molto improbabile, per non dire impossibile, che le centinaia di migliaia di schiavi ebrei, di cui parla la Bibbia al tempo dell’Esodo, discendessero tutti da un solo capostipite, Abramo, vissuto appena quattro secoli prima. Probabilmente ci troviamo di fronte ad un racconto semplificato che elenca soltanto una piccola componente della cospicua massa del popolo semitico immigrata in Egitto durante il XVIII secolo a.C.Nel 1500 a.C. Tuthmosis III, in una seconda campagna, sconfisse definitivamente gli hyksos nella battaglia di Meggiddo e li ridusse in catene (P.Clayton, op. cit., pagg. 109-111). Questo potrebbe essere il periodo cui si riferisce Esodo raccontando come gli israeliti vennero fatti schiavi: “Allora gli egiziani imposero agli israeliti alcuni capi perché li opprimessero con i lavori forzati.” (Esodo1.1).
La conferma possiamo trarla dalle pitture tombali della XVIII dinastia, che rappresentano scene in cui si vedono schiavi hyksos che fabbricano mattoni mentre vengono sorvegliati da capisquadra armati di verghe. È proprio quello che secondo l’Esodo toccò agli israeliti.
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