TwitterFacebookGoogle+

120– Il falso Jahvè. Fine d'Israele. 3

Sotto i Seleucidi e gli Asmonei si formò una nuova interpretazione della storia legata a una nuova speranza escatologica della fine dei tempi. Gli apocalittici, i nuovi interpreti del tempo, presero il posto dei profeti e dei saggi (Paul D. Hanson, Old Testament Apocalyptic). Fu nel libro di Daniele che la nuova teologia apocalittica ricevette la sua piena configurazione. La sua tardiva angelologia e la sua composizione non unitaria escludono con certezza che il libro sia opera del veggente attivo alla corte di Babilonia nel VI secolo a.C. Il suo autore è probabilmente del II secolo a.C., e scrive all’epoca del brutale Antioco IV Epifane.
Il Libro di Daniele espresse una forma teologica di reazione sia alla repressione dei seleucidi sia alla seduzione della civiltà ellenistica che aveva coinvolto clero e aristocrazia, provocando forme di apostasia e di abbandono della Torah. La teologia apocalittica formulata nel Libro di Daniele, s’imperniò nell’attesa di una vicina catastrofe cosmica finale, che sarebbe stata il preludio dell’avvento perenne del regno di Dio in Terra. Essa determinò due conseguenze importanti: la fede nella resurrezione individuale dei morti, formulata per la prima volta nella storia del popolo ebraico, e la sostituzione del tradizionale Messia davidico, preannunciato da Isaia, con un altro Messia inviato da Dio direttamente dal cielo, una sorta di salvatore preesistente e trascendente, nascosto presso Dio e chiamato il Figlio dell’Uomo (H. Kung, op. cit., pag.147).
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.