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17 – Il falso Jahvè. La religione popolare dell'antico Egitto. 1

Esistevano nell’antico Egitto due forme di religione: una essoterica, cioè manifesta a tutti, imperniata sull’idolatria; e l’altra, esoterica e quindi segreta, riservata a pochi illuminati. La religione essoterica politeistica svolgeva un ruolo importantissimo sotto tutti i punti di vista, soprattutto politico e sociale. A quel tempo il popolo viveva nella granitica convinzione che il benessere generale dipendesse dallo svolgimento di riti e di cerimonie in onore degli dèi. Gli egiziani non avevano molto sviluppato il senso d’appartenenza a uno Stato, quanto piuttosto quello di appartenenza a una città con le sue divinità, i suoi riti e le sue feste. Le feste religiose facevano periodicamente uscire le divinità dai templi della città in cui erano rinchiuse per lunghi periodi, durante i quali divenivano inaccessibili a tutti fuorché ai sacerdoti addetti al loro culto; le feste consentivano dunque che fossero mostrate a tutto il popolo e portate per le vie della città in lunghe e festose processioni.
Queste cerimonie erano un momento magico che consentiva a chiunque, anche al più diseredato, di provare un sentimento di vicinanza al Dio e signore di quella città, di accrescere la propria consapevolezza dell’appartenenza sociale nonché le proprie speranze nell’aldilà. Infatti, seguire con devozione le processioni era considerato il merito più importante per ottenere la felicità ultraterrena. Era pertanto convinzione generale che ci fosse un nesso tra lo svolgimento dei riti e il mantenimento dell’ordine cosmico e la felicità dopo la morte (Jan Assmann, Mosè l’egizio, pagg.48-49).
Il pantheon politeistico egiziano comprendeva un’infinità di divinità d’aspetto antropomorfo e zoomorfo, e consentiva la celebrazione di grandi e suggestive cerimonie.

Ma anche se questa religione “popolare” si fondava sull’accettazione dell’immortalità dell’anima, da una minoranza d’illuminati era considerata una messa in scena, una facciata simbolica, un’espressione religiosa minore che aveva lo scopo di affascinare il popolo e il basso clero con icone variopinte, cerimonie di gran suggestione e animali sacri. Una religione rutilante, esteriore, elaborata da saggi legislatori per esclusivi scopi politici. 
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