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23– Il falso Jahvè. La controreligione del faraone Akhenaton. 1

Intorno all’anno 1377 a.C., alla morte del faraone Amenofi III, salì al trono il figlio che costui aveva avuto dalla regina Tiye, Amenofi IV. L’Egitto conobbe con lui il più grande sconvolgimento religioso della sua storia.
Nel volgere d’alcuni anni il nuovo faraone cancellò la religione politeista, spodestò la classe sacerdotale e sostituì il molteplice pantheon egizio con un singolare monoteismo di Stato, incentrato sul culto del disco solare chiamato Aton. Anche la capitale fu spostata da Tebe ad Amarna (che allo scopo venne costruita ex-novo), e il sovrano mutò il proprio nome da Amenofi ad Akhenaton, (amato da Aton). Si ebbe così il monoteismo dell’evidenza aperto al popolo. Un monoteismo che negava tanto la pluralità quanto la segretezza del divino, cioè l’idea di un Dio nascosto che si è fatto mistero per il mondo.
Abbiamo visto che la religione dei grandi misteri, imperniata sul monoteismo, era riservata a pochissimi iniziati, persone destinate all’ufficio di sovrano “e tra i sacerdoti […] a quelli particolarmente provati in seguito a giudizio, in base sia al tipo d’educazione e di cultura, sia di stirpe” (Clemente Alessandrino, Stromata, op.cit.). Gli altri, il popolo nel suo insieme, ne restavano esclusi non solo per motivi politici ma soprattutto per la loro limitatezza culturale e per l’arretratezza spirituale che impediva loro di accedere ad un così sublime ammaestramento. Ebbene, Amenofi IV decise improvvisamente di distribuire a tutto il popolo questo sapere incommensurabile, e di farlo senza sottoporlo a un’adeguata preparazione, per quanto limitata. Decise cioè di gettare, come si suol dire, le perle ai porci.
Per attuare questa sua radicale riforma religiosa, Akhenaton usò una forma di coercizione violenta: i templi furono chiusi, le immagini degli dèi distrutte, i loro nomi cancellali dai monumenti e i loro culti abbandonati. Tutto il variopinto pantheon di divinità antropomorfe e zoomorfe fu sostituito dal Dio Aton, il Dio unico della luce, dotato di trascendenza, onnipotenza, bontà infinita e libero da tutte quelle passioni terrene e plateali, quali aggressività, gelosia, vendicatività che di solito gli uomini attribuiscono al Dio inventato a loro immagine e somiglianza. Aton era anche un Dio sommamente pacifico, che aborriva la guerra, rifiutava i sacrifici cruenti, amava la serenità dell’esistenza umana, i sentimenti del cuore e il rispetto della natura.

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