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25 aprile: “La storia non si riscrive”

Al termine di una lunga coda di polemiche, le celebrazioni del 25 aprile sono cominciate: con la spaccatura tra Anpi e comunità ebraica a Roma e con la presa di distanze del Pd che nel corteo della Capitale ha fatto mancare le proprie bandiere.

Da cosa nasce la polemica tra partigiani e comunità ebraica

 

 

Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani, aveva diffuso gli inviti a partecipare alle celebrazioni, ma prima è arrivatro il No della Comunità ebraica tramite la presidente Ruth Dureghello e poi quello del Pd con un comunicato firmato dal segretario Matteo Orfini. A non piacere alla Comunità ebraica è stata la presenza dei palestinesi – che da anni partecipano al corteo insieme ai gruppi dei centri sociali – “L’Anpi che paragona la Comunità ebraica di Roma a una comunità straniera, è fuori dalla storia e non rappresenta più i veri partigiani. Oggi c’è bisogno di celebrare la giornata del 25 aprile senza faziosità e senza ambiguità” aveva detto Ruth Dureghello, presidentessa della comunità ebraica.

Dureghello: “La storia non si riscrive”

 

 

Con un comunicato asettico il Pd aveva spiegato le proprie ragioni: “È diventato un elemento di divisione e non più di unione della città intorno ai valori della resistenza e dell’antifascismo».

Per l’Anpi una polemica inutile, Ma i partigiani sfilano da soli

 

 

“Sono dispiaciuto, è una polemica inutile che si cerca di sollevare ogni anno, abbiamo fatto il possibile per far partecipare tutti al corteo” ha commentato il presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia. E il riusltato è che nel corteo di via Ostiense, hanno sfilato da soli: cventri sociali, palestinesi e Anpi. 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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