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27– Il falso Jahvè. La controreligione del faraone Akhenaton. 5

La controreligione di Akhenaton, a causa della sua intolleranza e iconoclastia, non tardò a trasformarsi in una guerra di religione e a determinare forti risentimenti nel popolo e una dura opposizione da parte della casta sacerdotale, allora potentissima, che si sentiva esautorata da ogni sua mansione e penalizzata dal punto di vista economico. I grandi sacerdoti, assieme agli aristocratici e ai vertici militari, preoccupati questi ultimi per il pacifismo del faraone che vedevano come foriero di possibili invasioni, tramarono per predisporre la restaurazione del precedente regime e riconquistare così i privilegi perduti.
Intorno al 1362 a.C. Akhenaton, dopo appena diciassette anni di regno, morì improvvisamente e inspiegabilmente, forse vittima di una congiura. La moglie Nefertiti tentò di continuare la riforma del marito e allo scopo fece salire sul trono il giovanissimo genero Tut-ankh-aton, (figlio di una concubina di Akhenaton e sposo della sorellastra, figlia di Nefertiti), ma alla morte della stessa faraonessa, sacerdoti e aristocratici, approfittando dell’inesperienza del giovanissimo faraone, iniziarono una rapida controriforma per rimettere in piedi gli antichi poteri e la religione tradizionale dell’Egitto.
La città di Amarna fu abbandonata e la capitale ristabilita a Tebe. Il nome del nuovo faraone, che tutti conosciamo essendo l’unico di cui è stata scoperta la tomba intatta, inclusa la mummia, fu opportunamente corretto da Tut-ankh-aton in Tut-ankh-amon, coerentemente col culto restaurato del Dio Ammon. Ma anche Tut-ankh-amon morì all’improvviso e inspiegabilmente (oggi sappiamo che venne ucciso dal veleno del potente sacerdote Ay che lo sostituì al potere, sposandone la vedova) e alla sua morte si scatenò una violenta controrivoluzione religiosa.
Dagli elenchi dei re, strumento della cronologia ufficiale, fu cancellato il nome del sovrano del periodo di Amarna e il suo periodo di regno fu attribuito ad Amenofi III e a Haremhab; furono abbattuti tutti i monumenti da lui edificati, distrutte le sue raffigurazioni e le sue epigrafi e fu eliminata ogni possibile traccia della sua esistenza.
Ma, per caso, qualcosa riuscì a sfuggire a questa distruzione e a farci conoscere importanti documenti degli atonisti.

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