TwitterFacebookGoogle+

48– Il falso Jahvè. L'esodo: storia o leggenda?

Fin qui ci siamo attenuti scrupolosamente al racconto biblico. Ma l’Esodo, come le vicende dei patriarchi, è da considerarsi una mera leggenda o un avvenimento in parte o in tutto accaduto? Tutti gli studiosi sono concordi nell’affermare che nelle storia dell’Esodo sono stati mescolati elementi storici e geografici di epoche diverse, anche di secoli, per cui è impossibile inquadrarlo in un periodo storico preciso. Le incongruenze del racconto biblico sono molte e non di poco conto. Anzitutto le più recenti scoperte archeologiche sul Sinai e sulle coste palestinesi ci dicono, con chiara evidenza, che queste località, al tempo del presunto avvenimento dell’Esodo, erano disseminate di fortificazioni egiziane dislocate in più punti e così strettamente sorvegliate che mai avrebbero acconsentito il passaggio di un nutrito numero di schiavi fuggiti dall’Egitto contro la volontà del faraone. Sarebbero stati intercettati e bloccati facilmente e gli archivi egiziani ne avrebbero sicuramente parlato. In secondo luogo i siti nominati nel racconto dell’Esodo erano disabitati nell’epoca cui si riferiscono gli episodi delle peregrinazioni degli israeliti nel deserto. Infine i nomi egiziani menzionati e molti dettagli del racconto dell’Esodo, secondo l’egittologo Donald Redford, sono spiegabili soltanto se riferiti all’epoca della XXVI dinastia, fra la seconda metà del settimo e la prima metà del sesto secolo a.C., cioè al tempo di re Giosia e del faraone Necho, sei secoli dopo l’epoca in cui, per la Bibbia, si sarebbero verificati. Tutto ciò ad indicare come il racconto dell’Esodo abbia raggiunto la sua forma finale all’epoca della formulazione della Storia Deuteronomistica (di cui parleremo diffusamente fra poco) rielaborando brandelli antichi di verità storica inerenti alla migrazione dei cananei in Egitto e alla loro espulsione dal delta nel secondo millennio a.C.
Era l’epoca in cui Giosia, approffittando della caduta assira, stava progettando di riunire sotto il suo scettro tutti gli israeliti. Ma trovava un ostacolo nell’Egitto che in quel momento riprendeva il controllo delle terre cananee, abbandonate dall’Assiria. Nella probabile prospettiva di un confronto militare col grande faraone, Giosia fece assemblare le antiche tradizioni dell’Esodo, provenienti da fonti molto diverse, in una singola e grandiosa epopea. Lo scopo era di dimostrare che egli, se assecondato come Mosè dal grande potere del Dio di Israele e dal suo miracoloso intervento salvifico, avrebbe realizzato, anche con l’opposizione del faraone, un unico e grandioso regno di tutti gli Israeliti, con un unico Dio, in un unico Tempio, nell’unica capitale Gerusalemme, e governati da un unico re della stirpe di David. L’epopea dell’Esodo di Israele dall’Egitto non è dunque una verità storica, come l’intendiamo noi oggi, ma un manifesto ideologico costruito su brandelli di storia e finalizzato a scopi politici ben definiti.

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.