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54– Il falso Jahvè. I Giudici. 2

Abbiamo visto nel capitolo precedente che, in basa alla Bibbia, quando gli israeliti, guidati da Giosuè, completarono lo sterminio dei cananei, «il paese ebbe requie dalle guerre» (Giosuè 11,23). Ma il successivo libro dei Giudici ci fa chiaramente capire che ciò non corrispose al vero e che attorno agli israeliti erano ancora numerosi i cananei e i filistei e che i matrimoni misti con queste popolazioni, vedi il caso di Sansone, erano piuttosto frequenti. Il libro dei Giudici elenca i nomi delle molte città costiere e settentrionali in mano ai cananei e ai filistei e ci fornisce pure i nomi dei loro re. Parla anche diffusamente di altre popolazioni ostili ad Israele, situate altre il Giordano: gli ammoniti, i moabiti, i cammellieri madianiti e gli amaleciti. Popolazioni queste che rappresentarono a lungo una costante minaccia per i figli d’Israele.
Quindi gli israeliti, dopo il loro insediamento, non ebbero requie dalle guerre ma si trovarono spesso, stando alla Bibbia,in situazioni pericolose sia dal punto di vista militare sia da quello religioso. Il pericolo di apostasia, cioè di ricadere nell’idolatria col rischio di perdere la protezione assicurata dal solenne Patto di Israele con Dio, era incombente a causa dei matrimoni misti e delle frequentazioni pagane. Basti citare la saga di Sansone, il mitico eroe di Dan, che tradito e tosato dalla bella ma perfida filistea Dalida, accecato e incatenato dai suo nemici, andò incontro alla morte facendo crollare le colonne del grande tempio filisteo di Dagon a Gaza (Giud 13,1-16,31).

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