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56– Il falso Jahvè. Il sincretismo religioso in Israele prima della riforma di re Giosia 1

Durante il periodo intercorso tra la conquista della terra di Canaan (1230-1220 a.C.) e la riforma religiosa di re Giosia (539-586),accanto al monoteismo professato prevalentemente dalla schiera dell’esodo, era ancora molto diffuso tra le tribù d’Israele il pluralismo religioso. Ce lo confermano numerosi dati che ricaviamo dai libri dei Re e delle Cronache, dai reperti archeologici, dai nomi di alcuni luoghi importanti per il culto e dalle violente invettive dei profeti contro l’idolatria.. Questa situazione durerà fino a dopo l’esilio babilonese, quando il monoteismo rigoroso s’imporrà come professione di fede fondamentale di tutto Israele. (Morton Smith, Palestinian Parties and Politics That Shaped the Old Testament, pagg.15-56).
Prima della costruzione del Tempio di Gerusalemme i centri cultuali degli israeliti erano numerosi e sparsi in tutto il territorio. Praticamente tutte le colline elevate e i grandi alberi frondosi erano usati per celebrare sacrifici e bruciare incenso non solo a Jahvè ma ad altre divinità più o meno collegate al suo culto, come Ashera, considerata sua consorte, le schiere celesti e le divinità nazionali dei paesi vicini. A proposito di Ashera, è stata trovata un’iscrizione tardo-monarchica della Sefela, nel Regno di Giuda, che la dichiara apertamente la compagna di Jahvè.
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