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62– Il falso Jahvè. Il regno unito 1

Nel periodo dei Giudici era diffuso un forte sentimento d’ostilità verso il sistema di governo monarchico. Le tribù erano ancora fiere della loro indipendenza e del loro governo patriarcale, guidato dal consiglio degli anziani o da un capo carismatico, e ciò sebbene stesse diventando sempre più stretto tra loro il rapporto religioso imperniato sull’unico Dio e sul Patto dell’Alleanza. Si sentivano sempre più il popolo di Jahvè ma nel contempo vedevano Dio come il Signore delle famiglie, dei clan e delle tribù, non ancora come il sovrano dell’intero popolo d’Israele. Il giudice Gedeone affermava rivolto alla sua tribù: “Io non regnerò su di voi né mio figlio regnerà; il Signore regnerà su di voi”(Giudici 8,23).
Tuttavia, quando i cananei divennero una vera minaccia per il popolo ebraico, le tribù dovettero unirsi in maniera più stabile e formare un esercito unito sotto la guida di un re. È il primo libro di Samuele che ci racconta la nascita della monarchia: un giovane di nome Saul riuscì a radunare tre tribù contro gli ammoniti e fu in seguito unto re.
La figura di Saul, il primo re d’Israele, ci è stata tramandata dalla Bibbia in modo distorto a causa dei suoi alterni successi militari e del suo forte antagonismo con David, che ereditò il trono alla sua morte. Certamente fu una figura tragica, che dopo una pesante sconfitta coi filistei, finì suicida sul monte Gelboe.
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