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82– Il falso Jahvè. La fine del Regno d’Israele 2

Purtroppo l’opulenza, la forza militare e la prosperità attirarono su Israele l’attenzione del grande impero assiro, allora all’apogeo della sua potenza, e per il Regno del Nord fu la fine. Israele fu invaso, distrutto, cancellato come Stato. Gran parte della sua popolazione fu deportata e dispersa nelle varie contrade dell’impero assiro e non fece più ritorno in patria. Al suo posto fu insediata coattivamente una nuova popolazione. Giuda che continuava ad essere un regno povero e isolato fu invece risparmiato dall’invasione ma sottoposto ad un pesante tributo e poté conservare la sua indipendenza per altri ottant’anni.
Dopo l’invasione la Samaria e le altre regioni del nord furono abitate da una popolazione mista, composta per la maggior parte dalla nuova élite coloniale degli invasori e in piccola parte da gente del luogo rimasta priva di guida. Questa nuova popolazione promiscua venerò Jahvè col nome di Baal assieme alle nuove divinità straniere, e a causa di ciò il suo sincretismo religioso sarà disprezzato dagli ebrei del sud. Ma una buona parte dell’élite israelita, sfuggendo agli assiri, riuscì a trovar rifugio nel Regno di Giuda e divenne l’artefice del suo rapido sviluppo economico, politico e culturale. Ma dovette rinunciare al culto di Baal e giurare fedeltà al Tempio di Gerusalemme. Una piccola parte degli abitanti del Regno d’Israele, invece, non volendo emigrare nel regno di Giuda per sfuggire alla deportazione, cercò rifugio nelle montagne e nel deserto dove continuò il culto di Baal.

 

Ciò arrecò gran fastidio al re di Giuda, Giosia, il quale, appena gli assiri, minacciati dai babilonesi, si ritirarono dalla Palestina, organizzò e portò a compimento la distruzione di tutti i luoghi di culto di Baal nel territorio del nord e sterminò i pochi seguaci ancora rimasti. In tal modo ogni traccia della cultura e della religione del Regno d’Israele venne definitivamente cancellata e fu reso indelebile il giudizio degli scribi di Giuda che giudicavano Israele un regno malvagio e blasfemo e il suo popolo legato a idoli che erano l’antitesi del vero Dio.
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