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97- “L'invenzione del cristianesimo” – Parte ottava. L'inquisizione

In precedenza abbiamo evidenziato che la Chiesa, una volta istituzionalizzata, divenne la religione più persecutrice e intollerante del mondo. L’apice fu raggiunto nel Medioevo durante l’Inquisizione, quando milioni di cristiani, dissidenti o ritenuti tali, finirono sul rogo.
Fu la bolla “Ad extirpanda”, emanata nel 1252 dal Papa Innocenzo V a segnare l’inizio della carneficina. Il testo di riferimento per questa infame persecuzione, che riguardò l’intero mondo cristiano e imperversò fini al XIX secolo (l’ultimo auto-da-fé si tenne in Messico nel 1850), fu il Deuteronomio (17,12-13) che impone esplicitamente agli ebrei di uccidere chiunque, persino i membri della famiglia, si fosse convertito all’idolatria per venerare un Dio diverso da Jahvè.
Solo che il Deuteronomio, oltre all’uccisione dell’infedele, ordina anche la distruzione del suo patrimonio. Cosa che la Chiesa si guardò bene dall’attuare, decretando, invece, che tutti i beni di proprietà di un eretico condannato, venissero da essa confiscati per spartirli con le autorità locali e con gli accusatori della vittima. Con ciò, facendo crescere a dismisura l’esercito dei delatori.
Dapprima finirono sul rogo tutti coloro che venivano accusati, o solo sospettati, di eresia, anche in base ad accuse anonime e inventate. Ma quando Innocenzo VIII nel 1484 avvallò, con una Bolla papale, la delirante superstizione che il diavolo di notte si univa carnalmente con donne, esplose in tutta Europa la caccia alle streghe.
Da allora, fino al 1782, quando Anna Goeldi, l’ultima donna ad essere condannata a morte per stregoneria, fu decapitata a Glarona in Svizzera, l’Europa fu disseminata di continui roghi che bruciarono una moltitudine di donne innocenti, di tutte le età ed anche bambine.
Queste vittime venivano costrette a confessare la loro unione carnale col diavolo per mezzo di atroci torture. Le più fortunate erano quelle che riuscivano a strozzarsi in carcere per por fine al loro suplizio. Fu un delirio collettivo, una mostruosità dovuta al fatto che la Chiesa aveva avallato la grottesca psicosi demoniaca che il mondo era invaso da spiriti maligni, che si univano alle vergini per procreare mostriciattoli, cioè individui affetti da malformazioni, diffondere malattie, inquinare le acque e così via. Chi rifiutava di ammettere la stregoneria, relegandola a stupida credenza, finiva sul rogo come eretico.
A credere e a propagare simili mostruosità non era solo il popolino incolto ma i massimi dottori della Chiesa, come Giovanni Crisostomo, Agostino, Alberto Magno, Tommaso d’Aquino, Bonaventura ecc.. e tutti i papi.
Ancor oggi la Chiesa ha un corpo speciale di sacerdoti, chiamati esorcisti, che ha l’incarico di scacciare gli spiriti maligni. Con l’affermarsi delle cure psichiatriche e della psicanalisi, però, gli spiriti maligni sono oggi in netto calo e, col progredire della scienza, se ne presume una rapida estinzione.
L’esecuzione degli «eretici» e delle “streghe” avveniva nei giorni di festa e nella piazza più importante della città. Era considerata dalla Chiesa un’esibizione della sua illimitata potenza, perciò tutto il popolo era obbligato ad assistervi, e a chi offriva la legna per il rogo veniva concessa l’indulgenza plenaria.
Sulla via che conduceva al luogo dell’esecuzione il condannato, agghindato col berretto dei pazzi, veniva dileggiato e insultato. Si erigevano tribune speciali per godere, a pagamento, la vista migliore. Il popolo vi assisteva con grande gioia, beandosi delle sofferenze delle vittime. I romani antichi si divertivano accorrendo ai giochi crudeli del circo, i cristiani, più modestamente, assistendo all’arrostimento degli eretici e delle streghe. Quanti ne furono bruciati? Una strage. Se potessimo consultare gli archivi segreti del Vaticano vi troveremmo una moltitudine di scheletri. Voltaire ha calcolato che il numero dei cristiani ammazzati per motivi di fede fu di circa 10 milioni.

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