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A che punto è il risiko dei sottosegretari

Ancora stallo nella trattativa sulla nomina di vice ministri e sottosegretari del governo M5s-Lega. La partita che dovrebbe portare all’indicazione di 43 figure, divise in 20 sottosegretari e cinque vice ministri per i Cinque stelle e 15 sottosegretari e tre vice ministri per la Lega, non è ancora chiusa e non si chiuderà prima del voto di fiducia al governo, prima al Senato poi alla Camera.

Ma visto lo stato della trattativa “ancora in alto mare” – stando a quanto riferiscono fonti di entrambi i partiti -, sembra allontanarsi anche l’ipotesi di una decisione definitiva prima della partenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, giovedì, per il Canada per il vertice del G7.

Rinviando tutto a dopo il ritorno di Conte, previsto per domenica. I nomi che circolano più insistentemente per caselle ancora non definite sono quelli del pentastellato Vito Crimi ai servizi segreti, del leghista Nicola Molteni agli Interni e della 5 stelle Laura Castelli vice ministro dell’Economia.

La delega contesa alle telecomunicazioni

Possibili nuovi sottosegretari all’Economia i leghisti Massimo Garavaglia e Alberto Bagnai. Allo Sviluppo economico, in pole il deputato lombardo, vicino a Luigi Di Maio, Stefano Buffagni (che punterebbe alla delega alle Partecipate statali e alle banche) e il leghista Armando Siri. Ancora da definire chi avrà la delega sulle telecomunicazioni: M5s punta a tenerla per sè ma potrebbe spuntarla la Lega (oltre a Siri circola l’ipotesi del giornalista Alessandro Morelli).

Come sottosegretario agli Esteri si fa il nome di Emanuela Del Re, mentre Manlio Di Stefano dovrebbe aggiudicarsi la presidenza della Commissione Esteri della Camera. Così come il leghista Claudio Borghi punterebbe alla presidenza della Commissioni Bilancio o Finanze, sempre a Montecitorio. Edoardo Rixi dovrebbe essere vice ministro ai Trasporti, sottosegretario alla pubblica amministrazione, gli altri leghisti Alessandro Giglio Vigna agli Affari regionali e Cantù alla Sanità. Il giornalista eletto nelle file M5s Primo De Nicola potrebbe avere la delega all’Editoria.

Le nomine per l’opposizione

Sul tavolo poi le nomine che di prassi spettano all’opposizione: in pole position Giuseppe Guerini per il Copasir, Maurizio Gasparri (o Paolo Romani) per la Vigilanza Rai, il senatore dem Franco Mirabelli per la Commissione Antimafia. I siti di Camera e Senato pubblicheranno i curricula degli aspiranti nuovi membri del Cda (ad aver fatto domanda tra gli altri i giornalisti Gianni MinoliMichele Santoro). Il Consiglio d’amministrazione scade il 30 giugno. M5s punta a tenere fuori i partiti dall’azienda mentre la Lega punta a valorizzare la ‘regionalizzazione’ della Rai. M5s e Lega nei prossimi giorni discuteranno anche i nuovi capigruppo. Per il partito di via Bellerio al Senato il favorito è l’umbro Stefano Candiani, mentre alla Camera è un derby Lombardia-Piemonte, ovvero tra Guido Guidesi e Riccardo Molinari.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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