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A che punto è la partita a Risiko intorno alla Corea del Nord

Il regime di Kim Jong-Un  intende “accelerare” verso la sua trasformazione in potenza nucleare. Nelle stesse ore Washington ha compiuto una nuova azione dimostrativa: caccia F-35B Stealth e due bombardieri strategici B-1B hanno simulato un bombardamento nei cieli della penisola coreana, come ha riferito una fonte del governo di Seul.

Aerei contro missili, a chi vola più alto

Gli aerei militari americani hanno volato insieme a 4 caccia F-15K sudcoreani e poi sono rientrati nelle basi in Giappone e a Guam, ha aggiunto la fonte all’agenzia sudcoreana Yonhap. L’esercitazione segue di tre giorni l’ultimo test balistico nordcoreano, il lancio di un missile a medio raggio che ha sorvolato la parte settentrionale dell’arcipelago giapponese prima di cadere nell’Oceano Pacifico.

E Mosca non resta a guardare

Anche la Cina e la Russia hanno cominciato le esercitazioni navali vicino alla Corea del Nord, in un clima di crescente tensione nell’area. Le manovre congiunte, spiega l’agenzia cinese Xinhua, si svolgono tra la baia Pietro il Grande, proprio all’esterno del porto di Vladivostok, non lontano dal confine tra Russia e Corea del Nord, e la parte meridionale del mar di Okhotsk, a nord del Giappone. Le esercitazioni sono la seconda fase delle manovre navali sino-russe quest’anno, dopo quelle compiute nel Baltico a luglio.

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Russia e Cina sempre più inquiete

L’agenzia cinese non ha collegato direttamente le esercitazioni alle provocazioni nordcoreane e alla risposta americana. Sia la Cina che la Russia, sempre più inquiete per i venti di guerra nella regione, hanno più volte chiesto un soluzione pacifica della crisi. Intanto, nel giorno dell’avvio dei lavori dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, Pyongyang ha definito un “atto ostile” le ultime sanzioni dell’Onu, imposte dal Consiglio di Sicurezza dopo l’ultimo e più potente test nucleare, e ha messo in guardia la comunità internazionale sostenendo che il pressing non farà che accelerare il “completamento della potenza nucleare” dello Stato.

“Le iniziative aumentate da parte degli Stati Uniti e delle sue forze vassalle per imporre sanzioni e pressioni sulla Repubblica Popolare Democratica di Corea non faranno che aumentare il nostro cammino verso il completamento della forza nucleare”, ha detto il ministero degli Esteri di Pyongyang.

Un portavoce del ministero ha poi definito le sanzioni “l’atto più crudele, non etico e disumano di ostilità per sterminare fisicamente il popolo nordcoreano, a prescindere dal sistema e dal governo”. La settimana scorsa il palazzo di Vetro ha imposto nuove sanzioni, tra cui il divieto di importazione tessile e la limitazione della fornitura di benzina.

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Le prove portate da Seul

E che la Corea del Nord non intenda fare nessun passo indietro lo conferma il governo di Seul, secondo cui il regime di Pyongyang si avvicina “alla fase finale” dello sviluppo di un missile balistico intercontinentale, che potrebbe colpire il territorio statunitense.

La previsione è contenuta in un documento che il ministero della Difesa sudcoreano ha presentato ieri all’Assemblea, il Parlamento, dopo l’ultimo missile a medio raggio lanciato lo scorso venerdì dalla Corea del Nord e che ha percorso circa 3.700 chilometri, sorvolando il nord dell’arcipelago giapponese. Secondo la Corea del Sud Pyongyang continuerà a “realizzare provocazioni strategiche aggiuntive” con nuovi test bellici.

Le forze armate di Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone faranno un’esercitazione combinata anti-missile alla fine del mese come risposta ai continui lanci della Corea del Nord. L’esercitazione è anticipata in un rapporto che il ministero ha presentato ieri in Parlamento, dopo l’ultimo lancio di un missile a medio raggio, lo scorso venerdì, da parte della Corea del Nord, un missile che ha viaggiato per circa 3.700 chilometri e ha sorvolato il nord dell’arcipelago giapponese.

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Il rapporto spiega anche che il Pentagono prevede di inviare una portaerei nucleare e il suo gruppo di attacco per partecipare alle manovre con le Forze navali sudcoreane a ottobre (anche se il portavoce delle Forze Armate americane in Corea del Sud e del Comando del Pacifico ha riferito che l’invio non è confermato). Il documento non specifica quale delle portaerei della VII Flotta sarà inviata, ma la scorsa primavera era stata schierata nella regione la portaerei nucleare USS Carl Vinson.

Nonostante le crescenti sanzioni che pesano sul regime di Pyongyang, il governo sudcoreano è tornato a insistere sulla necessità di realizzare l’invio di aiuti umanitari per i settori più svantaggiati della popolazione nordcoreana. Il portavoce del ministero dell’Unificazione, Baik Tae-hyun, ha spiegato in una conferenza stampa che l’invio di aiuti “deve mantenersi indipendente dalla situazione politica”; e ha assicurato che la gran parte della comunità internazionale condivide questa posizione del governo di Seul.

Fra tre giorni la Corea del Sud deve decidere se approvare o meno l’invio di circa 8 milioni di dollari in aiuti alimentari destinati principalmente a donne e bimbi, canalizzati attraverso le agenzie dell’Onu.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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