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A Dacca il giorno del dolore

Roma – A Dacca e’ il giorno del dolore, in attesa che si completino le formalita’ burocratiche e medico legali per il rientro delle salme in Italia, forse mercoledi’. La premier bengalese, Sheikh Hasina, ha presieduto l’omaggio in memoria dei 20 ostaggi, 9 dei quali italiani, e dei due poliziotti rimasti uccisi nell’attacco terrorista a un ristorante della capitale. L’evento, tenuto nello stadio militare della zona di Banani, presenti i familiari delle vittime bengalesi e ai rappresentanti dei Paesi di origine: per l’Italia c’era l’ambasciatore Mario Palma. La premier ha deposto una corona di fiori su un piccolo palco allestito in onore dei morti, con le bandiere del Bangladesh e degli altri quattro Paesi coinvolti (Italia, Giappone, India e Stati Uniti). La polizia bengalese e’ convinta che i terroristi autori dell’attentato a Dacca hanno ucciso gli ostaggi catturati nel locale nei primi 20 minuti dalla loro irruzione all’Holey Artesan Bakery. Lo ha detto l’ispettore generale AKM Shhidul Haque, probabilmente anche per placare le polemiche in ordine alla tempistica del raid delle ‘teste di cuoio’. “Molto giornali hanno scritto che abbiamo tardato l’inizio dell’operazione di salvataggio, ma non e’ stato cosi’. Abbiamo compiuto l’operazione nell’arco di 12 ore, quando Paesi come il Kenya hanno impiegato 4 giorni per mettere fine a una situazione analoga in uno dei loro shopping center”.

Intanto vanno avanti le indagini. Stamane sono state arrestate due persone in relazione alla strage: non si sa chi siano i due, ne’ dove siano custoditi. La polizia ha detto pero’ che entrambi sono in cattive condizioni di salute (senza specificare se siano stati feriti) e ha aggiunto che saranno interrogati non appena le loro condizioni lo consentiranno. “Uno e’ in ospedale, un altro in custodia”, ha spiegato. Da notare tra l’altro che due dei clienti del ristorante di Dacca, rimasti per ore ostaggi dei terroristi, e poi liberati nel raid delle ‘teste di cuoio’ bengalesi, sono ancora in stato di fermo: la polizia sta verificando le loro dichiarazioni. Gli inquirenti inoltre sospettano che il commando di terroristi che ha seminato la morte in un ristorante di Dacca, venerdi’ notte, possa aver avuto un basista interno:’ Saiful Choukidar, 40 anni, che aveva vissuto una decina d’anni all’estero prima di cominciare a lavorare come pizzaiolo nel locale. La sua foto e’ tra quelle dei cinque terroristi indicati dalla polizia come gli autori della strage (non e’ pero’ nella rivendicazione dell’Isis).

Quel che e’ certo e’ che per far fronte a una strategia del terrore che sta diventando sempre piu’ globalizzata man mano che l’Isis arretra militarmente e cede terreno, c’e’ bisogno di un approccio sempre piu’ coordinato tra i governi. Stamane il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni ha avuto un lungo colloquio telefonico con il collega giapponese, Fumio Kishida, il cui Paese ha perso 7 connazionali: c’e’ bisogno, hanno convenuto, di un impegno comune, a partire dalla condivisione di informazioni” di intelligence tra i paesi del G7 presieduto quest’anno dal Giappone e l’anno prossimo dall’Italia. (AGI) 

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