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A Dacca omaggio alle vittime, fermato professore universitario

Roma – A Dacca è il giorno del dolore, in attesa che si completino le formalita’ burocratiche e medico legali per il rientro delle salme in Italia, ma anche dei primi fermi nella ricerca dei mandanti della strage all’Holey Artesan Bakery. I corpi dei 9 italiani uccisi saranno fatti rientrare “nel piu’ breve tempo possibile, dipendera’ dalle incombenze”, ha detto Claudio Taffuri, capo dell’Unita’ di crisi della Farnesina, rappresentata allo stadio militare, dove si è tenuto l’omaggio in memoria dei 20 ostaggi e dei due poliziotti rimasti uccisi nell’attacco terrorista a un ristorante della capitale, dall’ambasciatore Mario Palma.

Strage Dacca, dedicato a Nadia trasporto macchina S.Rosa di Viterbo – VIDEO

La premier, Sheikh Hasina, ha deposto una corona di fiori su un piccolo palco allestito in onore dei morti, con le bandiere del Bangladesh e degli altri quattro Paesi coinvolti (Italia, Giappone, India e Stati Uniti). La polizia bengalese è convinta che i terroristi autori dell’attentato a Dacca abbiano ucciso gli ostaggi catturati nel locale nei primi 20 minuti dalla loro irruzione nel ristorante. Lo ha detto l’ispettore generale AKM Shhidul Haque, probabilmente anche per placare le polemiche in ordine alla tempistica del raid delle ‘teste di cuoio’. “Molti giornali hanno scritto che abbiamo tardato l’inizio dell’operazione di salvataggio, ma non e’ stato cosi’. Abbiamo compiuto l’operazione nell’arco di 12 ore, quando Paesi come il Kenya hanno impiegato 4 giorni per mettere fine a una situazione analoga in uno dei loro shopping center”.

Stamane sono state arrestate due persone in relazione alla strage: non si sa chi siano i due, ne’ dove siano custoditi. La polizia ha detto pero’ che entrambi sono in cattive condizioni di salute (senza specificare se siano stati feriti) e ha aggiunto che saranno interrogati non appena le loro condizioni lo consentiranno. “Uno e’ in ospedale, un altro in custodia”, ha spiegato. Da notare tra l’altro che due dei clienti del ristorante di Dacca, rimasti per ore ostaggi dei terroristi, e poi liberati nel raid delle ‘teste di cuoio’ bengalesi, sono ancora in stato di fermo: la polizia sta verificando le loro dichiarazioni.

Uno di loro e’ Hasnat Karim, che in alcune foto e’ ripreso mentre era sul terrazzo del ristorante in compagnia di due membri del commando durante il sequestro. Karim, emerge dal suo profilo su Linkedin è un ingegnere nel settore edile e tempo fa ha insegnato alla North Sith University, la stessa in cui avevano studiato alcuni membri del commando.

Gli inquirenti inoltre sospettano che il gruppo, per gli investigatori di dimensioni locali e non legato ad alcun network internazionale, possa aver avuto un basista interno: e’ Saiful Choukidar, 40 anni, che aveva vissuto una decina d’anni all’estero prima di cominciare a lavorare come pizzaiolo nel locale. La sua foto (che non e’ pero’ nella rivendicazione dell’Isis) e’ tra quelle dei cinque terroristi indicati dalla polizia come gli autori della strage.

Almeno due dei cinque terroristi erano seguaci di predicatori estremisti. Nibras Islam era un follower dell’account Twitter di Anjem Coudary e Shami Witness, entrambi considerati da tempo reclutatori dello Stato Islamico. Il primo, che in realta’ e’ il 24enne Mehdi Biswas sotto falso nome su Twitter, e’ un britannico di origine pachistana che oggi affronta un processo per terrorismo; il secondo, indiano, e’ stato arrestato per propaganda all’Isis nel 2014 e il suo account Twitter chiuso. Rohan Imtiaz, l’altro terrorista figlio del capo del partito Awami league, era uso citare sul proprio profilo Facebook le frasi di Zakir Nayek, fondatore in India dell’Islamic Research Foundation. Bandito in Gran Bretagna e in Canada per la sua attitudine a instillare odio contro religioni diverse dall’Islam, e’ stato definito da analisti “forse il piu’ influente ideologo salafita” in India.

Informazioni, queste, che se condivise dalle intelligence avrebbero potuto rendere la vita difficile ai terroristi di Dacca. Ed e’ su questo che oggi ha insistito il governo italiano. Per far fronte a una strategia del terrore che sta diventando sempre piu’ globalizzata man mano che l’Isis arretra militarmente e cede terreno – ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, un lungo colloquio telefonico con il collega giapponese, Fumio Kishida, il cui Paese ha perso 7 connazionali nella strage, c’e’ bisogno “di un impegno comune, a partire dalla condivisione di informazioni” di intelligence nel G7 presieduto quest’anno dal Giappone e l’anno prossimo dall’Italia. (AGI) 

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