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“A Houston è tornato il sole ma Harvey lascia uno scenario da Day After”

A Houston è tornato il sole. Ieri siamo finalmente potuti uscire. Non ci sembrava vero, dopo quasi una settimana di incubo Harvey. Sapevano di essere stati molto fortunati ma ci si è gelato il sangue nel vedere, sul tetto di una casa a pochi isolati dalla nostra, un grande lenzuolo bianco con la scritta “help”, “aiuto”. 

“Mors tua, vita mea”

Houston, una città calda e umida, dove tutto è subordinato al funzionamento dell’aria condizionata, è costruita su una landa  piatta e paludosa, non ci sono neppure piccole colline, se non artificiali. Durate l’uragano, mio marito, background da ingegnere, monitorava costantemente – spesso con un amico collega al telefono – il sito con gli aggiornamenti sull’altezza dell’acqua nei fiumi e nei canali, facendomi notare come un leggero dislivello a nostro favore stesse indirizzando il deflusso verso altre zone: della serie “mors tua, vita mea”.

Scenario da ‘Day After’

I nostri vicini più prossimi se la sono cavata proprio come noi. Poco più in là , uno scenario da “The Day After”.  Ancora acquitrini. Macchine ribaltate sui giardini delle case, cancellate divelte, alberi caduti. Lungo le strade sono ammassati tappeti, carcasse di mobili, pavimenti. Le case, tutte di legno, vanno ripulite in fretta per evitare che la muffa diventi ingestibile. Siamo passati anche davanti alla scuola dei miei figli: Riccardo e Ginevra, rispettivamente di 12 di 8 anni. L’acqua ha inondato il piano terra, compresi i famosi armadietti che gli studenti avevano riempito ed “arredato” con i gadget personali solo la settimana scorsa, quando è  iniziata la scuola.

Abbiamo parlato con la guardia dell’istituto che si è avvicinata  a noi con un macete in mano.  Ci ha spiegato che gli è stato chiesto di dormire a scuola perché con le evacuazioni si sono scatenati gli sciacalli. Già martedì scorso, quando ancora pioveva, i ladri hanno tentato di rubare i computer. Sono stati registrati casi di falsi poliziotti che bussano alle porte dicendo alla gente di evacuare per svaligiargli la casa. Ho avvertito i miei figli di non aprire a nessuno.  A Houston c’è il coprifuoco, dalla mezzanotte alle cinque del mattino. Ciò significa che se ti vede in strada a quell’ora la polizia può anche spararti direttamente.

Molte delle persone che conosciamo hanno subito danni a causa dell’uragano. Le storie che ci hanno raccontato sembrano film. L’angoscia dell’acqua che sale velocemente, la richiesta di aiuto, le ore di attesa, le barche della protezione civile e dei volontari troppo piene per poter caricare tutta la famiglia in una sola volta. Alcuni hanno perso tutto, comprese le automobili che a Houston, dopo l’aria condizionata, sono il secondo bene di prima necessità.  Altri nostri amici che avevano già subito allagamenti in passato, hanno preferito di lasciare la città per tempo. Alcuni sono volati a Los Angeles, altri a Dallas.  Bob, un amico che ha un piccolo ranch al vicino al fiume Brazos che sta ancora esondando, è andato ad Austin portandosi dietro tre cavalli, 3 cani, due gatti e la seconda moglie.

VIDEO Le immagini delle devastazioni di Harvey riprese dal drone

Ecco a che servono i pick up

Io ho finalmente capito l’utilità dei “monster pick up”, quei pick up mostruosamente alti e molleggiati che consideravo ridicoli.  Hanno salvato tanta gente, essendo tra le poche vetture in grado di circolare in una situazione così critica.

Anche i miei figli sono rimasti sempre in contatto con gli amici, tramite l’X-Box, tenendosi aggiornati sulla situazione di ciascuno di loro e della scuola. Sperano tutti, neanche a dirlo, che i danni siano tali da non farla riaprire troppo presto. Gli dispiace solo per gli armadietti. Riccardo è contento perchè il suo è sollevato da terra. Di notte, durante l’uragano, mio figlio metteva in salvo nella parte più alta dell’armadio l’ X-Box, il pc e l’iPad. Staccava meticolosamente tutte le prese delle sue apparecchiature elettroniche temendo un corto circuito. Si sa, ognuno ha le sue prorità. Quando ho chiesto a Ginevra di preparare una borsa con poche cose da portare via nel caso di un’evacuazione, lei ci ha messo dentro 4 peluche, i guanti della prima comunione e le scarpe di danza. Forza Houston. Oggi siamo tutti texani!

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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