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A Londra lo scenario migliore per il post-Brexit è già una mezza Apocalisse 

Giorno Uno: il porto di Dover si blocca, ingolfato dalla complessità delle pratiche doganali. Giorno Due: i supermercati di Scozia e Cornovaglia restano senza cibo. Giorno Quattordici: negli ospedali finiscono i medicinali. E’ la fine del mondo secondo la Brexit o almeno secondo un report realizzato da alti funzionari per David Davis, il ministro alla Brexit​.

Tre scenari

In realtà sono tre gli scenari dipinti per l’eventualità che si arrivi al Brexit Day senza un accordo commerciale con l’Ue: una moderato, uno grave e una denominato “Apocalisse”. “Nel secondo scenario, nemmeno il peggiore, il porto di Dover collasserà il primo giorno. I supermercati della Cornovaglia e della Scozia finiranno il cibo entro un paio di giorni e gli ospedali finiranno i medicinali entro due settimane” ha detto una fonte al Sunday Times. A quel punto sarebbe obbligatorio noleggiare aerei o usare la RAF per trasportare le merci fino agli angoli più remoti del Regno Unito. “Dovremmo fare trasporti speciali di medicine e alla fine della seconda settimana saremmo a corto di carburante”.

Ovviamente si sono subito scatenate le polemiche tra i sostenitori della Brexit, secondo cui i funzionari redattori degli scenari sono solo ‘conigli impauriti’ e chi avrebbe tanto preferito restare nell’Unione europea e ora grida al ‘ve l’avevamo detto’. Secondo Iain Duncan Smith, ex leader dei Tory, “bisognerebbe pensare a pianificare per affrontare quello che potrebbe succedere se non ci fosse un accordo, non spaventarsi a vicenda”. 

Layla Moran, una liberaldemocratica che parla per il gruppo filo-Ue Best for Britain, ha invitato il governo a pubblicare i documenti. “Ora possiamo vedere che ci sta guidando tutti verso il disastro. La cosa peggiore è che lo sanno anche loro”.

Disaster looms and the Government know it. They need to release the papers now! https://t.co/H8tCeuBalF

— Layla Moran (@LaylaMoran) 2 giugno 2018

Il rapporto – top secret fino al 3 giugno – spiega la decisione di Highways England di annunciare a maggio un piano per costruire “una o più aree di deposito di camion” nel Kent “per ridurre la congestione causata da interruzioni sulla Manica”.

“Chiusi in cassaforte”

I documenti preparati per il gruppo interministeriale che si riunisce settimanalmente sono così esplosivi che sono stati condivisi solo con una manciata di ministri e sono “rinchiusi in una cassaforte”. Un portavoce del ministero per la Brexit ha confermato che si è discusso di scenari, ma ha negato che ne esita ‘apocalittico’. Ma i dettagli sono stati divulgati da funzionari che credono che i sostenitori della Brexit siano ancora troppo ottimisti riguardo alla prospettiva di andarsene e di negoziare sulla base degli accordi presi in sede Wto. E potrebbe non bastare l’abbattimento repentino delle frontiere da parte britannica se da parte francese non si decidesse di fare lo stesso.

“Saremmo fottuti”

“Siamo totalmente dipendenti dall’Europa” ha detto un funzionario, “che se dovesse ricambiare il nostro atteggiamento e, per una qualsiasi ragione, rallentare gli approvvigionamenti… beh, ci fotterebbe” 

Certo nemmeno la Francia canterebbe vittoria, specie per quanto riguarda le forniture di farmaci, ma sul fronte continentale le conseguenze si avvertirebbero dopo sei mesi. per questo Davis ha cercato di convincere le autorità locali di città portuali come Calais e Anversa di premere sui governi centrali per non arrestare il flusso di merci.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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