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A Parigi ha colpito un attentatore già schedato. E non è la prima volta

Khamzat Azimov, il ventunenne ceceno autore dell’attacco con un coltello al centro di Parigi che ieri ha ucciso una persona e ne ha ferito altre quattro prima di essere a sua volta ucciso dalla polizia, era già schedato come estremista, così come il franco-marocchino autore lo scorso marzo dell’attacco a un supermercato a Trebes, nei pressi di Carcassonne. Un elemento che ha sollevato una forte polemica in Francia, dove la destra chiede a Macron di mantenere le promesse fatte in campo di sicurezza. 

Nel tardo pomeriggio di ieri nel centro di Parigi, l’uomo ha assalito i passanti con un coltello, uccidendone uno e ferendone quattro, due dei quali in modo grave. L’assalitore è poi stato eliminato con un colpo di pistola dalla polizia, che aveva prima tentato invano di fermarlo con il taser. L’Isis ha rivendicato l’attentato.

DIRECT. Attaque au couteau à Paris : l’assaillant abattu, un mort et quatre blessés https://t.co/cpke9fwaCx

— Le Parisien (@le_Parisien) 12 maggio 2018

La dinamica ricorda quella degli attentati con armi da taglio compiuti in Europa da ‘lupi solitari’ ispirati dall’Isis, che ha più volte invitato i suoi aderenti a colpire con mezzi quali auto e coltelli. Secondo alcuni testimoni citati da Europe 1, l’assalitore avrebbe gridato “Allah Akhbar” durante l’aggressione e si sarebbe rivolto ai poliziotti minacciando di ammazzarli se non lo avessero ucciso.

Agression de 5 personnes dans le 2ème arrondissement de Paris par un individu armé d’un couteau: une victime est décédée, deux sont blessées grièvement et deux sont blessées légèrement. L’agresseur est décédé.

— Préfecture de police (@prefpolice) 12 maggio 2018

L’attacco è avvenuto nella zona dell’Opera, nel secondo arrondisment​. Si sono registrate le consuete scene di panico con i passanti in fuga che cercavano rifugio in caffè e ristoranti.

Agression à #Paris : je salue le sang froid et la réactivité des forces de police qui ont neutralisé l’assaillant.
Mes premières pensées vont aux victimes de cet acte odieux.

— Gérard Collomb (@gerardcollomb) 12 maggio 2018

Il ministro degli Interni francese, Gerard Collomb, si è congratulato con la polizia su Twitter poco dopo l’attacco con il coltello. “Apprezzo il sangue freddo e la reazione delle forze di polizia che hanno neutralizzato l’assaltatore. I miei primi pensieri vanno alle vittime di quest’atto odioso”. I genitori del giovane sono stati arrestati e sono al momento sotto interrogatorio.

Chi era l’assalitore

Il terrorista era nato in Cecenia, repubblica russa a maggioranza islamica, nel 1997 ed era stato naturalizzato francese nel 2010, quando aveva 13 anni. “L’autore dell’attacco con il coltello a Parigi è un soldato dello Stato islamico e l’operazione è stata effettuata come rappresaglia contro gli stati della coalizione”, ha riferito una fonte ad Amaq, l’agenzia di propaganda di Daesh. 

Il giovane era incensurato ma sotto osservazione da parte dei servizi segreti francesi e classificato con la “S” che contraddistingue gli estremisti: aveva infatti avuto contatti con un uomo la cui moglie era stata in Siria. Secondo l’emittente BFMTV, il giovane era anche stato interrogato un anno fa dai servizi segreti francesi.

La rabbia di Marine Le Pen

Marine Le Pen, la leader della destra radicale francese, ha criticato il fatto che ancora una volta, a commettere un attentato in Francia, sia stato una persona che era già stata individuata dai servizi di sicurezza per la sua radicalizzazione islamista. “Abbiamo appurato ancora una volta che il terrorista era noto ai servizi di intelligence. Qual è il motivo per cui questa ‘fiche’ non è sufficiente a evitare che queste bombe a orologeria colpiscano il nostro Paese?”. 

Et à quoi sert le Ministre de l’Intérieur, qui balbutie à chaque attentat des commentaires d’une vacuité affligeante ? MLP #Monsigny #AttaqueParis https://t.co/ZEcRBezW4f

— Marine Le Pen (@MLP_officiel) 13 maggio 2018

È la seconda volta in pochi mesi che il tema della ‘fiche S’, ovvero la schedatura che individua le persone potenzialmente pericolose per la sicurezza dello Stato francese, crea polemiche: il 23 marzo infatti un altro ‘schedato’, il franco-marocchino Radouane Lakdim, aveva ucciso quattro persone nel sud della Francia. Anche l’altro partito di opposizione, Les Republicains, si è unito alle critiche e ha invitato il governo di Emmanuel Macron a passare dalle parole ai fatti. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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