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A tutti i preti

Di Francis Sgambelluri –

Dedicato a don Contin e ad altri sacerdoti coinvolti nei festini di San Lazzaro a Padova

È a voi, fratelli, non di cultura, ma di specie, è a voi cui m’indirizzo oggi con questo post, e lo faccio chiedendovi alcune cose che da tempo avrei voluto chiedervi.
1 Come potete, giorno dopo giorno, ripetere le stesse vecchie millenarie stantie e ammuffite parole, gli stessi vecchi millenari cancerogeni mortali concetti, le stesse vecchie millenarie morte e zoppicanti funzioni per un essere di cui non sapete nulla?
2 Come potete, giorno dopo giorno, dedicare la vostra vita a un essere che non avete mai visto, mai conosciuto, mai scambiato una sola parola con lui, mai mangiato insieme e mai corrisposto?
3 Come potete, giorno dopo giorno, amare un essere che non ha mai ricambiato il vostro amore, mai vi ha fatto un gesto amico, mai un atto di affetto vi ha raggiunti da lui?
4 Come potete, giorno dopo giorno, parlare del libro più manipolato, più putrido, più velenoso, artefatto, criminale e infestato della terra, senza neppure arrossire, senza neppure sentirvi colpevoli delle sue apocalittiche e nefaste consequenze?
5 Come potete, giorno dopo giorno, mettere delle idee in testa, idee di cui voi stessi ignorate tutto, non sapete niente, niente di niente, a gente il cui cervello è atrofizzato e a bambini innocenti?
6 Come potete, giorno dopo giorno, nutrire un cervello ormai super alienato, come suppongo sia il vostro, e di per sé debole e povero a causa dei vostri deliri, dei vostri dubbi inconfessati, della vostra falsa sapienza e della vostra mauvaise foi?
7 Come potete, giorno dopo giorno, ingozzarvi di pedofilia, di omosessualità, di sesso traditore, di orge, di libidine bestiale e contemporaneamente pretendere di rinunciare alla vostra vita, ai vostri genitali, alla riproduzione, al vostro essere uomini e trasformarvi in burattini guidati da un burattinaio?
8 Come potete, giorno dopo giorno, essere vittime e carnefici d’un sistema così diabolico e inumano, così mostruoso e santo, così truccato e crudele, come si vuole che sia il vostro?
9 Come potete, giorno dopo giorno, insultare la scienza dell’uomo e la luce del Sole senza sentirvi estranei, ingiusti verso i vostri simili e verso il Pianeta che vi ha messo al mondo?
10 Come potete, giorno dopo giorno, essere gli artefici e i commedianti d’un teatro dell’orrore, un teatro zeppo di fantasmi privo di testa e di corpo?
11 Come potete, giorno dopo giorno, prendere in giro voi stessi, sputare sul vostro stesso viso di pietra, farvi schifo e nello stesso tempo rubare il pane a quelli che vi nutrono con le loro privazioni e con il loro sudore?
12 Come potete, giorno dopo giorno, pretendere di essere ciò che non siete, né mai siete stati e né mai sarete?
13 Come potete, infine, giorno dopo giorno, sprecare la vostra vita, la vostra unica vita, la vostra unica chance, la vostra unica apparizione in quest’universo per qualcosa di assurdo, mostruoso e così palesemente falso?
Ecco, queste sono alcune delle domande che avrei voluto farvi da tempo e adesso, finalmente, sono riuscito. Vi prego, non deludetemi, non giustificate la vostra credenza con la fede, con l’amore in Dio e altre insulsaggini della mente, giustificatela coi fatti, è l’unico modo. Date le vostre ragioni per il vostro credo e il vostro fare. Se non avete delle ragioni, allora è giunto il momento di bruciare il libro che vi ha sempre imbrogliato, di buttare nel fuoco il vostro abito e ritornare a essere ciò che siete sempre stati: uomini!

UN INVITO: Se l’articolo è stato di vostro gradimento, allora passate parola, condividetelo, criticatelo, dite ciò che pensate. Per crescere e maturare culturalmente (non biologicamente, di questo si occupa la natura), abbiamo bisogno di comprendere, di comunicare, di confrontarci, di dire la nostra, brutta o bella che sia. Fatelo! La vita è qui e ora e poi mai più. Non perdetevi questo confronto con voi stessi e coi vostri simili. Siamo tutti degli esseri umani. Vale a dire, nessuno uomo è più che un uomo. È così che Orazio Guglielmini parla agli amici del Web.

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