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Abbiamo chiesto alla guardia costiera libica la loro versione dei fatti sul caso Vos Thalassa

I migranti salvati dal rimorchiatore Vos Thalassa si sono ribellati e hanno minacciato e sequestrato l’equipaggio perché non volevano tornare in Libia. Lo conferma all’Agi la Guardia costiera libica, coinvolta nel salvataggio.

“Il rimorchiatore era stato noleggiato dalla Libia per le operazioni logistiche a supporto di alcune piattaforme petrolifere a largo delle nostre coste e, con il coordinamento della Guardia costiera, è intervenuto per il salvataggio di 63 persone a bordo di un’imbarcazione di legno che stava affondando. Già in passato c’era stato questo tipo di collaborazione tra rimorchiatori e guardia costiera: i migranti sarebbero stati avvicinati alle coste libiche per essere consegnati a noi”, spiega l’ammiraglio Ayoub Qassem, il portavoce della Guardia costiera libica.

“Potrebbe essere solo il primo episodio”

“I migranti hanno però minacciato l’equipaggio perché non volevano in alcun modo tornare verso la Libia”, aggiunge. “La Guardia costiera ha inviato anche una propria motovedetta per accompagnare il rimorchiatore verso la costa ma non c’è stato nulla da fare: le persone a bordo hanno continuato a protestare e a minacciare l’equipaggio, costringendo il rimorchiatore a dirigersi verso nord”, conferma l’ammiraglio. “Non abbiamo voluto fare nulla che potesse far degenerare ulteriormente la situazione. La nostra priorità era garantire l’incolumità dell’equipaggio e di tutte le altre persone”, ha aggiunto ancora Qassem, che ora teme che questo possa essere solo il primo di una serie di episodi di “ribellione da parte dei migranti”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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