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Abbiamo le prove: Dio è un maschio Alfa

Getty Images 142405704Molte volte l’uomo si è posto questa domanda; l’ultima risposta arriva dall’America: la Sua persona sarebbe assimilabile alla figura del capo-branco esistente tra i primati
di Martina Lorusso –
7 Luglio 2016 –

Che Dio sia un gorilla? Non è una bestemmia, beninteso, e nemmeno una provocazione. Al contrario, l’ipotesi (del tutto seria) viene da un saggio scientifico di uno studioso accreditato. Stiamo parlando di David P Barash, professore di psicologia all’Università di Wasington, autore del libro “Out of Eden: The Surprising Consequences of Polygamy” (Oxford University Press, 2016, $ 29.95).

Racconta Barash, che fin dagli albori della nostra specie a causa del dimorfismo sessuale i maschi sono stati più alti e forti delle loro compagne. Proprio per questo motivo tra i branchi di primati si è sviluppata l’abitudine di avere un maschio alpha a capo di un harem, abitudine che si è mantenuta per molti secoli invariata finché le popolazioni occidentali, in cui la monogamia era consuetudinaria e culturalmente ritenuta migliore, non hanno cominciato a conquistarne delle altre dove la poligamia (maschile) era una pratica tradizionale. Nonostante si possa pensare che gli uomini, dovendo impegnarsi di meno per la riproduzione della specie, si sviluppino prima delle ragazze, il fatto che avvenga proprio il contrario è spiegabile in modo chiaro: dovendo combattere per il predominio all’interno del gruppo con altri maschi, non sarebbe stato produttivo che si fossero scontrati maschi troppo giovani e quindi troppo deboli. A ricompensa di questo combattimento, se vinto, c’è la possibilità di potersi riprodurre di più poiché si hanno a disposizione più femmine.

Questa tendenza alla poligamia nei secoli ha influenzato le creazioni umane, al primo posto quella di Dio: un Dio personale con emozioni forti, percepito come un umanoide grande, spaventoso, capriccioso… un esempio lampante di uomo alpha che comanda il suo gruppo.

Molte sono le caratteristiche che contraddistinguono il Dio monoteista:

È Grande: tutte le tre religioni monoteiste vedono Dio come l’essere più Grande che esista. Nella religione musulmana addirittura ostentano la sua grandezza pronunciando “Allah è grande” nelle loro preghiere.

È Grosso: i maschi che possiedono un harem solitamente sono i più imponenti per stazza e statura e attraverso ornamenti differenti che indossano si mostrano ancora più grossi. I loro sottomessi devono mostrare rispetto inginocchiandosi e tenendo il capo sempre più in basso di quello del leader.

È Spaventoso: può diventare pericoloso sfidare Dio, poiché non è solo onnisciente e onnipotente, ma è anche in grado di distruggere ogni cosa (come i gorilla): perciò i concetti di fede e paura sono strettamente collegati.

È Capriccioso: come i maschi alpha che si proteggono dagli avversari, Dio è vendicativo verso chi Gli disobbedisce e proibisce categoricamente qualsiasi atto rivoluzionario dei Suoi seguaci che miri ad avvantaggiare i Suoi nemici.

Provvede al nutrimento: come il maschio alpha tra i suoi compiti ha quello di garantire il bene del proprio gruppo, lo stesso si crede spetti a Dio: “Egli dà il cibo a chi Lo teme, si ricorda sempre della Sua alleanza.” (Salmi 111.5) ed “Egli è Colui che vi ha fatto remissiva la terra: percorretela in lungo e in largo, e mangiate della Sua provvidenza. Verso di Lui è la Resurrezione.” (Corano 67.15).

È Protettivo: come i gorilla verso l’harem, così lo è Dio verso coloro che credono in Lui.

È Maschio: Dio, come tra i primati i capi, deve essere maschio, e così vengono concepiti anche i Suoi rappresentanti in terra. Questa idea deriva dalla poliginia che ci spinge a percepire Dio come un potente gestore di un harem.

Ne “L’avvenire di un’illusione” (1927) Freud spiegava come il sentimento che permette ad un bambino piccolo di percepire indistruttibili, onnipotenti e benevolenti i genitori, viene traslato verso una figura di super-genitore quando crescendo si riconosce l’inadeguatezza dei propri. Spiegava anche come l’uomo nella sua evoluzione non ha abbandonato la sensibilità verso le gerarchie e il bisogno di rispettare maschi alpha forti e che limitano con la loro gelosia gli impulsi sessuali dei singoli.

Mentre lo zoologo inglese Desmond Morris nel suo libro “La scimmia nuda” (1967) afferma come la religione possa derivare dalla tendenza biologica (come quella delle scimmie) di sottostare e sottomettersi a qualcuno di più potente.

Appare così che Dio non possa che essere il maschio più alto in grado all’interno del Suo gregge, e che come il custode di un harem, sia geloso delle proprie pecorelle; per questo motivo si preoccupa molto del comportamento sessuale dei Suoi seguaci, oppure che qualcuno adori un altro dio, in questi casi, allo stesso modo di un maschio alpha, diventa spietato applicando un violento zelo. I Suoi sostenitori si sono imposti alcune regole sessuali per prevenire la rabbia del maschio alpha (pochissime religioni infatti ammettono pratiche sessuali libertine). Lo turba, parallelamente, la paura che la sua discendenza sia legittima o frutto di un tradimento, quella discendenza che ha messo a capo di ogni cosa proprio perché proviene da Lui.

Come gli altri capo-branco è territoriale, molto aggressivo, spietato nel conquistare nuove femmine e nell’uccidere i cuccioli dei suoi predecessori, “ Ora uccidete ogni maschio tra i fanciulli e uccidete ogni donna che si è unita con un uomo; ma tutte le fanciulle che non si sono unite con uomini, conservatele in vita per voi.” (Numeri 31.17-18).

Tutte queste paure e speranze preistoriche, conseguenze del nostro processo evolutivo, persistono, sono visioni ancestrali accettate solo perché abitudinarie, così come resiste e vive la mentalità poligama nei nostri maggiori culti.

http://www.linkiesta.it/it/article/2016/07/07/abbiamo-le-prove-dio-e-un-maschio-alfa/31110/

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