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Abuso su minori, l’ex Cirielli alla prova della Consulta

Il 20 giugno la Corte si esprimerà sui tempi di prescrizione per i reati di violenza sessuale contro minori. Il Tribunale di Roma ha sollevato il dubbio di legittimità durante un processo a un prete di 72 anni.

Il 20 giugno la Corte Costituzionale esaminerà il tema della prescrizione per i reati di violenza contro i minori in relazione a una vicenda che coinvolge Vito Beatrice, sacerdote 72enne sotto processo per violenza sessuale con abuso d’autorità nei confronti di un giovane che oggi ha 29 anni, ma all’epoca dei fatti contestati era minorenne. Il religioso, prete della congregazione dei Padri Somaschi della chiesa di Sant’Alessio nella zona dell’Aventino, a Roma, è accusato di abusi commessi tra il 1995 e il 2004 su un minore che aveva avuto in affidamento dai genitori per ragioni di educazione e istruzione.

CHIESTA LA PRESCRIZIONE PER GLI ABUSI. Per lui il pm ha chiesto 14 anni di carcere. La difesa dell’imputato, invece, anche ai fini civili e delle richieste di risarcimento, ha chiesto l’assoluzione per i fatti di reato successivi all’ottobre 2003 perché “il fatto non sussiste”, mentre per il periodo precedente ha chiesto di non dover procedere perché i reati sono estinti per prescrizione.

 

Ed è in particolare di quest’ultimo aspetto che si occuperanno i giudici costituzionali, per stabilire la legittimità o meno di queste disposizioni. Nel giugno 2016, infatti, i giudici dell’ottava sezione del Tribunale di Roma, di fronte alla quale è pendente il processo penale, hanno deciso di sospendere il procedimento e di inviare gli atti alla Corte Costituzionale sollevando dubbio di legittimità sulla legge 251/2005, la cosiddetta ex Cirielli, che ha ridotto i termini di prescrizione anche per il reato di violenza sessuale su minori.

CONTRASTO CON ARTICOLI 11 E 117 DELLA COSTITUZIONE. Secondo il tribunale la norma ‘impugnata’ contrasta con gli articoli 11 e 117 della Costituzione; inoltre contraddice la Decisione quadro del Consiglio d’Europa sulla lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pornografia infantile. Non rispettare quella disposizione, recepita dall’Italia con la ratifica della Convenzione di Lanzarote, non consentirebbe di raggiungere l’obiettivo di rendere possibile il perseguimento dei reati sessuali in danno di minori dopo che la vittima abbia raggiunto la maggiore età.

http://www.lettera43.it/it/articoli/cronaca/2017/05/31/abuso-su-minori-lex-cirielli-alla-prova-della-consulta/211111/

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