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Accadde a Natale, l’ho letto sulla Stampa

Dall’Archivio storico della Stampa, le piccole storie del giorno di festa. Tra guerre, furti veri e immaginati, buoni sentimenti e baraonda.

Natale 1914 tra i soldati tedeschi in Francia.

24/12/2014
paolo di paolo –

Come cambiano le cose che sembrano non cambiare mai? C’è sempre, da qualche parte, a un angolo di strada, in una piazza, qualcuno che vende strenne o giocattoli per Natale: l’atmosfera è la stessa, di «un giorno che spande allegria». O malinconia? Può arrivare o no la neve, non importa: il panettone, il brindisi, gli auguri, tutto è sempre lì, pronto a ripetersi, fra le poche certezze che il tempo non scuote.

 

E se a Torino, piazza Carignano, il 24 dicembre 1870 (l’Italia e questo giornale erano appena nati) c’era «un padiglione» dedicato alle strenne, oggi ci sarà uno stand, non fa differenza, solo che non vende più L’Almanacco Nazionale e La Sibilla Celeste, «effemeride per l’anno nuovo, in cui oltre le solite astronomiche notizie trovansi inserte le Ricorrenze Religiose, le Fiere ed i Mercati, la Real Famiglia» e via così. Né la signora Moretta Rosa vende più «giuochi infantili, bambole e burattini, piccoli teatri portatili e cose simili» al civico 29 di via Dora Grossa, che nemmeno si chiama più così; e chissà se «la damigella munita di patente superiore di lingua italiana e francese» che cercava impiego come istitutrice «presso una famiglia distinta» trovò poi qualcuno che fece al suo caso: replicò più volte il suo annuncio su queste pagine fra Natale 1867 e capodanno 1868.

 

Il mondo cambia, cambiano i linguaggi, i galatei, cambiano i giornali e le convinzioni. Fa sorridere, per esempio, l’anonimo estensore di una nota natalizia che, dopo avere celebrato «l’espansione dell’affetto presso il focolare casalingo», contesta l’abitudine della messa di mezzanotte: «la poco buona usanza che vorremmo veder abolita», chiassosa e non edificante. L’archivio di un giornale custodisce anche questo: sentimenti, stati d’animo di uomini e donne che attendono, sperano, sbagliano, cercano di capire. Andando incontro al prossimo Natale come a una promessa.

 

Ecco cinque Natali di ieri ripescati nell’archivio della Stampa.

 

1914. I canti nelle trincee

C’è un uomo che scrive alla madre, uno fra tanti: «Alcuni del mio gruppo hanno organizzato una cena fantastica. Hanno detto che bastava chiudere gli occhi per credere di essere a casa». Il corrispondente della Stampa da Londra racconta che, sotto cieli minacciosi, la festa è stata celebrata comunque, i canti dei britannici si sono confusi a quelli dei tedeschi: «sincronizzati nella stessa cadenza, benché i sentimenti e i cuori fossero ben discordi e diversi». Troppo presto tornano nell’aria le fucilate, gli spari, scoppiano gli shrapnel. È ancora Natale. A Parigi, l’unione nazionale ferrovieri ha allestito un grande albero per i bambini belgi e francesi delle regioni invase. Intanto, a Torino, il martedì dopo Natale si terrà una riunione nei locali della Società Fratellanza per fondare una Lega italiana «per una neutralità operosa e feconda». Accorrete numerosi.

 

1924. Serenata sbagliata

Mentre l’istruttoria legata al delitto Matteotti sembra avviarsi alla conclusione, il politico britannico Lloyd George tira sulle colonne della Stampa il bilancio di un anno incolore, in cui il mondo sembra «ancora una volta riconciliato col grigiume». Non basta l’ipotesi che la capitale possa avere un metrò a breve? Intanto Concetto Pettinato guarda con molta perplessità agli abeti finti che prendono piede a Parigi, «con inverosimili frutti di lana rossa e una cometa di stagnola larga come un cartello di appartamento da affittare». Ah, lo spirito contemporaneo! Non bisogna poi meravigliarsi se una serenata natalizia un po’ sopra le righe desta il sospetto degli agenti. Convinti che si tratti di una trovata per mascherare un furto, la sera della vigilia in una strada di Milano i poliziotti sparano in aria per mettere in fuga «i malandrini». Peccato che si trattasse di una comitiva di ritorno da una festa, «ottimi e onesti operai che nulla sapevano dei tentativi ladreschi in via Marghera». Ci rimette la vita il povero Grassi Giuseppe, di anni venti.

 

1934. La centenaria si arrende

Considerando che l’età media negli Anni Trenta è intorno ai sessant’anni, non è notizia da poco quella di una signora della provincia di Voghera, in una frazione di alta montagna, che – passate le cento candeline – si arrende la mattina di Natale. La montanara Carolina, «che sino a qualche tempo fa aveva goduto invidiabile salute».

 

1944. Biciclette e saponette

Mentre si riprende a combattere ai confini della Prussia orientale, «non cantano a festa le campane nei borghi» e l’oscuramento, tra Santo Stefano e capodanno, è fissato dalle 17,15 alle 7,20, nella notte di Natale si registrano solo furti di polli e di biciclette. Un autentico «ladro di biciclette» viene stigmatizzato sulle colonne della cronaca cittadina, ma a fargli da contrappeso è l’anonima telefonata che annuncia a un’azienda torinese un piccolo grande regalo per i dipendenti: 1710 saponette. Segno che il sapone, in quel Natale di guerra, non era superfluo. Il carico sospetto viene però bloccato dalla polizia.

 

1954. Nelle strade i passanti saltellano

Il premio della bontà di questo Natale va a un carcerato che ha ostinatamente indotto i propri compagni a smettere di fumare. Fausto Coppi dona centomila lire per i poveri del suo Comune. Trionfano i buoni sentimenti? Sì, e per questo Leo Pestelli sulla terza pagina mette in guardia i lettori dall’uso di aggettivi stucchevoli nei biglietti d’auguri. Il primo da abolire? «Sensibile». Sensibili e allegri, gli italiani di sessant’anni fa: come osserva il cronista, «in tanta baraonda» per le strade della città non c’era nervosismo, «i passanti saltellavano fra una macchina e l’altra senza guardar biecamente i guidatori, gli acquirenti aspettavano pazientemente il loro turno nei negozi, e i commercianti sorridenti arrivavano perfino ad arrotondare i prezzi (in meno)». Era davvero così, l’Italia del ’54? Certo sembra il rovescio di quella di oggi. Torneremo mai a saltellare?

http://www.lastampa.it/2014/12/24/cultura/accadde-a-natale-lho-letto-sulla-stampa-lpjT26VMptCFQh2QflvmHO/pagina.html

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