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Accadde oggi: assassinate le tre sorelle Mirabal

25 novembre1960 – A Santo Domingo Patria Mercedes, Minerva Argentina e Maria Teresa Mirabal sono brutalmente assassinate da sicari inviati dal dittatore dell’isola Rafael Trujillio.
Il 17 dicembre 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 54/134 con cui scelse la data del 25 novembre per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, in omaggio al sacrificio delle sorelle Mirabal. La giornata vuole testimoniare la lotta contro lo stupro, le torture, gli abusi, le molestie sessuali, i matrimoni forzati, le violenze in famiglia di cui Donne di ogni paese sono vittime. (In fondo potrai vedere due filmati: nel primo si parla delle sorelle Mirabal con sequenze tratte dal film “In the time of the butterflies” e nel secondo potrai ascoltare la canzone di Tracey Chapman “Behind the wall” sulla violenza alle donne)
mirabalLe sorelle animarono un movimento democratico chiamato 14 di Giugno, e lì conquistarono il soprannome di Farfalle. Furono incarcerate in varie occasioni, ma non abbandonarono mai la lotta contro la dittatura. Quel 25 novembre Trujillo inviò degli uomini ad intercettare la macchina su cui viaggiavano dopo aver visitato i mariti in prigione; le sorelle, totalmente disarmate, furono portate in una piantagione di canna da zucchero, bastonate e strangolate, quindi la loro auto venne fatta cadere in un burrone perché sembrasse un incidente.
Trujillo credette di aver eliminato un problema, ma la morte delle sorelle Mirabal causò grandi ripercussioni nell’opinione pubblica dominicana (nonostante la censura); molte coscienze si scossero e il movimento culminò con l’assassinio di Trujillo nel 1961.
butterfliesNel 1995 la scrittrice dominicana Julia Álvarez ha pubblicato il libro “Il tempo delle farfalle“, da cui è stato tratto nel 2001 il film “In the Time of the Butterflies” con Salma Hayek nel ruolo di Minerva.

La violenza contro le donne giovani ed adulte è una delle violazioni dei diritti umani più diffuse nel mondo. Amnesty International si concentra quest’anno sul legame tra povertà e violenza, per spezzare questo circolo vizioso in cui moltissime donne nel mondo sono costrette a vivere. Le donne e le ragazze che vivono in povertà spesso vedono violati i loro diritti umani. Le loro vite sono segnate dalla violenza sessuale, dallo scarso accesso a un’istruzione adeguata e dalla mancata protezione dai rischi collegati alla gravidanza e al parto. I loro diritti devono essere protetti e le loro voci ascoltate. La violenza spesso impedisce alle donne di sfuggire alla povertà. L’istruzione può essere una via di fuga dalla povertà, perché accresce le possibilità di scelta delle donne e riduce la loro dipendenza economica, ma discriminazione e violenza negano alle ragazze l’accesso all’istruzione.
Nel 2009 solamente in Italia sono stati denunciati oltre un milione di casi di violenza su donne, di ogni età, provenienza e religione. La violenza subita dalle donne, sia fisica, sessuale o psicologica, è un dramma quotidiano che tocca quindi anche le nostre realtà, perché, com’è ormai noto, la violenza è endemica, sia nei paesi industrializzati come in quelli in via di sviluppo, e le vittime e i loro aggressori appartengono a tutte le classi sociali o culturali e a tutti i ceti economici.
Uno degli esempi più emblematici del femminicidio sono le cosiddette morti di Juárez. Si tratta di più di 300 donne messicane assassinate dal 1993, dopo essere state sequestrate , violentate e torturate. La maggioranza delle donne assassinate erano giovani, di scarse risorse economiche, immigranti in direzione degli Stati Uniti, studenti o lavoratrici della cosiddetta”maquila“, l’industria di assemblaggio in zone franche che attrae i maggiori investimenti esterni e non conta su nessuna regolamentazione data la liberalizzazione del commercio.
Le pressioni internazionali fecero sì che il governo del Messico iniziasse un’inchiesta, a partire dal 2001, ma secondo l’informazione raccolte, fino ad oggi all’impunità di quegli assassini, si uniscono tra 400 e 4.000 donne scomparse e ancora fra i 30 ed i 70 cadaveri non identificati.
Il Guatemala è un altro esempio di violazione dei diritti che Amnesty International vuole rendere visibile. Dal 2001, più di un migliaio di corpi di donne sono apparsi strangolati, decapitati o mutilati in hotel o nella via pubblica. Molti portavano una scritta dove si leggeva “morte alle cagne“, ricordando le forme di tortura utilizzate durante i 36 anni di guerra civile che flagellò il paese. Le assassinate erano residenti di quartieri popolari ed aree marginali, impiegate in faccende domestiche o studentesse la cui età fluttuava tra i 13 ed i 36 anni.
La situazione è drammatica anche in Africa. Mujereshoy, un’organizzazione non governativa (ONG) africana ha richiesto alla dittatura sudanese e alla comunità internazionale che intervengano per fermare le violazioni massicce che subiscono le donne in Darfur, che conoscono la paura e l’umiliazione. L’Iniziativa Strategica per la Donna nel Corno dl’Africa afferma che gli abusi sessuali e la violenza contro le donne sono anche frequenti nel sud del Sudan, come in Somalia, Etiopia, Gibuti ed Eritrea.
Questi gli esempi più clamorosi e le situazioni internazionalmente più note, ma sono migliaia le Donne che vivono in condizioni tragiche di violazione di ogni diritto nei paesi islamici, mentre in Asia non è cancellata la piaga del turismo sessuale, del mercato delle minorenni, dei matrimoni forzati.
Sono purtroppo noti al mondo gli orrori della pulizia etnica durante le guerre nella ex Jugoslavia.
banner3In tutto il mondo tante iniziative per non dimenticare. e continuare a combattere e denunciare. Iniziative diverse e particolari quali percorsi di lettura sulla donna e artisti, galleristi e personaggi di cultura che condividono con la cittadinanza il messaggio comune di solidarietà alla donna.

Qui sotto puoi ascoltare la canzone di Tracey Chapman “Behind the wall” sulla violenza alle donne, di cui è questo il testo in italiano:

DIETRO LA PARETE

L’altra sera ho sentito urlare
voci che gridavano dietro la parete
mi tocca un’altra notte insonne
e non servirà a un accidente
chiamare la polizia
arrivano sempre tardi
ammesso che arrivino

E quando arrivano
dicono che non possono mettere il naso
nelle faccende private
tra un uomo e sua moglie
e mentre escono dalla porta
lei piange a dirotto

L’altra sera ho sentito urlare
e poi un silenzio agghiacciante
ho pregato fosse tutto un sogno
quando ho visto l’ambulanza in strada

E il poliziotto ha detto
“Sono qui per mantenere l’ordine
su, andatevene a casa, e magari
tutti quanti si potrà dormire”

L’altra sera ho sentito urlare
voci che gridavano dietro la parete
mi tocca un’altra notte insonne
e non servirà a un accidente
chiamare la polizia
arrivano sempre tardi
ammesso che arrivino

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