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Accadde oggi: assassinato Harvey Milk

27 novembre1978 – Harvey Milk, consigliere comunale, sostenitore dei diritti degli omossessuali, viene assassinato all’interno del Municipio di San Francisco, assieme al sindaco George Moscone. Milk, oltre ad essere amato leader dalla comunità gay, era politico apprezzato e sostenuto da giovani ed eterossessuali, come sostenitore dei diritti, del cambiamento di mentalità e di costumi.
E’ oggi ritenuto un martire della comunità gay e del movimento di liberazione omosessuale

« Se una pallottola dovesse entrarmi nel cervello, possa questa infrangere le porte di repressione dietro le quali si nascondono i gay nel Paese. »

Harvey Milk, laureato in matematica si arruolò nella marina statunitense; fu congedato con onore, sebbene in seguito egli avesse rivelato agli elettori di essere stato vittima di una delle molte “purghe” di omosessuali nelle forze armate. Come molti omosessuali di quel periodo, Milk si trasferì a San Francisco, dove si stabilì con il suo compagno e aprì un negozio di fotografia nel quartiere gay di Castro. Emerse ben presto come un leader della comunità gay, fondando la “Castro Valley Association” dei commercianti locali, e sostenendo gli interessi del quartiere nel governo cittadino.

14_02_nicoletta1A dispetto di un clima ostile a livello nazionale agli omosessuali, si candidò tre volte (senza successo) a cariche elettive. Emerse come portavoce della vasta comunità gay di San Francisco, soprannominato “sindaco di Castro- Street“. Fu eletto supervisor (consigliere comunale) nel 1977, primo rappresentante eletto, di una delle maggiori città degli Stati Uniti, apertamente gay. In undici mesi da supervisor, si batté in difesa di una legge per i diritti dei gay per la Città, così come per una ordinanza sulla raccolta degli escrementi dei cani. Fu anche decisivo nel rigetto della “Proposition 6“, supportata dal senatore dello stato, Briggs, che avrebbe permesso il licenziamento degli insegnanti dichiaratamente gay in base alla loro identità sessuale. Nel novembre 1978 la “Proposition 6” fu fermamente rigettata dai californiani, dopo una lunga ed estenuante lotta. Il movimento e Milk poterono gioire per la sconfitta della legge.
Dopo il suo assassinio, un corteo spontaneo a lume di candela per la memoria di Milk e Moscone attirò migliaia di persone, decorato con bandiere arcobaleno. Milk, consapevole del rischio che correva, aveva registrato numerose audiocassette da ascoltare in tale evenienza. In una di queste registrazioni sono immortalate le sue famose parole sopra-riportate.
L’assassino, un ex consigliere comunale Dan White. aveva rassegnato le dimissioni per la vittoria ottenuta da Milk e dal sindaco Moscone, contro la “Proposition 6“. Era un veterano del Vietnam, non era stato confermato consigliere per le pressioni della componente più librale della città. White entrò in municipio attraverso una finestra, con la pistola e con i 10 caricatori che aveva in tasca. Dopo essersi fatto strada, arrivò fino a Moscone e cercò di convincerlo a riconfermarlo. Non riuscendoci gli sparò ripetutamente. Poi ricaricò l’arma e si aprì la strada fino alla parte opposta dell’edificio, dove incontrò Milk e gli sparò al petto. Milk collassò a terra. White continuò a sparargli un altro intero caricatore a bruciapelo sulla testa.
White negò la premeditazione. Fu riconosciuto colpevole di omicidio volontario, imputazione meno grave dell’omicidio premeditato di cui era stato accusato, con l’attenuante della seminfermità mentale, e condannato a sette anni e otto mesi di prigione: una sentenza da più parti ritenuta troppo lieve e motivata dall’omofobia. Gli avvocati difensori avevano infatti impedito a chiunque fosse favorevole ai diritti dei gay di far parte della giuria. Dopo la sentenza, la comunità gay si scatenò, inferocita, nelle sommosse notturne contro White dette White Night Riots, in cui più di 160 persone finirono in ospedale. Dopo la scarcerazione nel 1984, White scontò un anno di libertà vigilata, i primi mesi del quale furono trascorsi nascondendosi a Los Angeles. Ritornò poi a San Franciscoe in questa città si suicidò nel 1985 nel garage della casa di sua moglie, asfissiandosi coi gas di scarico.
harvey-milk-day.4843266.87Molte istituzioni della collettività gay statunitense sono intitolate a Milk (tra queste l’Harvey Milk Institute e l’Harvey Milk Lesbian, Gay, Bisexual and Transgender Democratic Club di San Francisco). Portano il suo nome alcune scuole a favore dei gay, come la Harvey Milk School di New York. L’assemblea degli studenti dell’Università di Leeds ha chiamato un locale notturno “Harvey Milk Bar”.
La vita di questo politico è stata immortalata nel documentario “The times of Harvey Milk” (1984), che ha vinto l’Academy Award al miglior documentario.
Nel 2009 è uscito nelle sale un film sulla vita di Harvey Milk intitolato semplicemente “Milk“, diretto da Gus Van Sant ed interpretato da Sean Penn, il quale ha vinto l’oscar come miglior attore protagonista. Del film vedete qui sotto il trailer.

 

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