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Accadde oggi: bocciata la legge che proibiva l’uso degli anticoncezionali

1965 – La Corte Suprema degli Stati Uniti emette la sentenza relativa al caso Griswold v. Connecticut stabilendo come diritto costituzionale alla loro privacy per le donne maritate la possibilità di far uso di mezzi anticoncezionali. Con questa sentenza la Corte Suprema, con il voto di 7 a 2, annulla la legge del Connecticut, risalente al 1879, che proibiva l’uso di metodi contraccettivi. (In fondo si potrà vedere una divertente “lezione” di Anna Marchesini sugli anticoncezionali)
Fu Estelle Griswold del Planned Parenthood League (Lega per la Pianificazione Familiare) del Connecticut a intraprendere questa battaglia contro quella legge. Nel Novembre del 1961 la Griswold e le sue colleghe aprirono una clinica a New Haven in cui offrivano consulenza e servizi per la pianificazione familiare. Per questo atto di disobbedienza civile la Griswold e il Dott. Lee Buxton furono arrestati e poi condannati a pagare una multa. Il loro appello portò 4 anni dopo alla sentenza della Corte Suprema.
A partire da Griswold v. Connecticut, la Corte respinge sistematicamente i tentativi delle legislazioni statali di influenzare l’atteggiarsi delle relazioni personali a carattere sessuale. In questa sentenza, in particolare, è l’idea che lo stato possa decidere al posto dell’individuo che i rapporti sessuali che intrattiene all’interno del matrimonio debbano avere esclusivamente scopo riproduttivo ad essere rifiutata con forza dalla Corte, la quale, pertanto, giudica illegittimo il divieto, penalmente sanzionato, di far ricorso alla contraccezione per le coppie sposate.
Successivamente nel 1972 il principio sarà esteso anche alle relazioni sessuali fuori dal matrimonio. L’orientamento giunge, com’è noto, al suo culmine nel 1973 con la sentenza Roe v. Wade, decisione con la quale la libertà di costruzione della sfera privata individuale si spinge fino a ricomprendere il diritto della donna di interrompere la gravidanza indesiderata.

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