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Accadde oggi: da Padre Gemelli un feroce necrologio antiebraico

30 agosto copiaLa dichiarazione di Gemelli su Momigliano: «Un ebreo, professore di scuole medie, gran filosofo, grande socialista, Felice Momigliano, è morto suicida. I giornalisti senza spina dorsale hanno scritto necrologi piagnucolosi. Qualcuno ha accennato che era il Rettore dell’Università Mazziniana. Qualche altro ha ricordato che era un positivista in ritardo. Ma se insieme con il Positivismo, il Socialismo, il Libero Pensiero, e con il Momigliano morissero tutti i Giudei che continuano l’opera dei Giudei che hanno crocifisso Nostro Signore, non è vero che al mondo si starebbe meglio? Sarebbe una liberazione, ancora più completa se, prima di morire, pentiti, chiedessero l’acqua del Battesimo. »

Alcune notizie su Padre Agostino Gemelli, religioso, medico, e psicologo italiano, appartenente all’ordine francescano e fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Nel 1938, appoggia le leggi razziali e, secondo F. Cuomo, Gemelli sarebbe tra i 360 aderenti al manifesto degli scienziati razzisti, anche se questa adesione è messa in serio dubbio da Maurilio Lovatti. Secondo lo storico Roberto Finzi, le  prese di posizione di G. dimostrano la continuità tra antigiudaismo cristiano e antisemitismo. La rivista Vita e pensiero giustificò sostanzialmente la politica antisemita del fascismo. Che la posizione della rivista ricalcasse le medesime posizioni del fascismo è ampiamente dimostrato dalle pubbliche esternazioni del suo stesso fondatore. In occasione di una conferenza da lui tenuta il 9 gennaio 1939 all’Università di Bologna, Gemelli affermò: « Tragica senza dubbio, e dolorosa la situazione di coloro che non possono far parte, e per il loro sangue e per la loro religione, di questa magnifica patria…. Anche sulla Rivista del Clero Italiano, fondata e diretta dallo stesso rettore francescano, comparvero articoli chiaramente antisemiti a firma di Gemelli: « […] Non vogliamo che i signori socialisti ed i signori ebrei (il che spesso è una stessa cosa) avvelenino l’anima dei nostri figli, come hanno avvelenato un tempo la nostra. […]? Noi dobbiamo fare un poco così, come essa. Bisogna respingere questi avvelenatori della coscienza dei nostri figli. E il mezzo è il SS. Sacramento».
universita_cattolica_2Il 3 febbraio 1933 Gemelli segnalò per iscritto al prefetto di Milano la presenza, nell’Università Cattolica, di attivisti antifascisti accusati della diffusione di volantini con contenuti dissidenti nei confronti del regime: gli studenti Eugenio Giovanardi e Giuseppe Boretti  che furono arrestati nei locali dell’Università e poi condannati a cinque anni di confino da scontarsi nell’isola di Ponza.
Subito dopo la II guerra mondiale fu istituita una Commissione di epurazione presieduta dal filosofo Antonio Banfi che contestò con successo al Gemelli il fatto di aver denunciato, con atto delatorio, gli studenti dell’Università Cattolica, accusati di antifascismo. In seguito a queste accuse Gemelli fu costretto, nel corso del 1945, a lasciare il suo incarico autosospendendosi dalla mansione di Magnifico rettore, ma nel 1946 una seconda Commissione istituita dal governo militare alleato, presieduta da Ezio Franceschini,  prosciolse padre Gemelli, permettendogli di riassumere la responsabilità del rettorato.
Agostino Gemelli, intorno al 1908, vivisezionò diverse specie di animali, soprattutto gatti, nell’ambito delle sue singolari ricerche sull’ipofisi. In nome della ricerca scientifica riteneva non fosse crudele recidere le corde vocali e poi trapanare i crani dei gatti randagi catturati nei pressi del convento; esperimenti descritti dallo storico della medicina Giorgio Cosmacini, dove si racconta del controverso francescano che, a differenza del fondatore del suo Ordine – San Francesco d’Assisi – nutriva alquanto poca compassione nei confronti degli animali.

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