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Accadde oggi: finisce in Cile il potere di Pinochet

11 marzo

1990 – Il Generale Augusto Pinochet lascia definitivamente la presidenza del Cile.
Pinochet si era insediato al potere l’11 settembre 1973 quando, tradendo la fiducia del Presidente Allende, lo destituì con un cruento colpo di Stato militare. La violenza e il bagno di sangue del colpo di Stato continuarono durante la sua amministrazione. Durante i diciassette anni in cui rimase al potere, non si sa esattamente quanta gente sia stata uccisa dalle forze del governo e dei militari, ma la Commissione Rettig, voluta dal nuovo governo democratico, elencò ufficialmente 2.095 morti e 1.102 “scomparsi”. (In fondo, se continui a leggere, potrai vedere un cortometraggio di Ken Loach sul Cile di Pinochet)
cile73golpestadioDopo la presa del potere, Pinochet procedette con atti normativi a trasformare le istituzioni: sciolse l’Assemblea nazionale, cancellò la personalità giuridica dei sindacati, illegalizzò i partiti legati a Unidad Popular e procedette al sequestro dei loro beni, vennero infine distrutti i registri elettorali, si istituirono norme che permettevano di togliere la cittadinanza cilena e di espellere dal Paese cittadini indesiderati.
Accanto alle modifiche legislative Pinochet adottò la violenza fisica come strumento organico della propria azione di governo. La violenza e la scomparsa forzata di persone in Cile non fu causata da qualche individuo che aveva “ecceduto”, ma si manifestò in quello che si può definire “terrorismo di stato”, con la tortura sistematica dei prigionieri e la desapariciòn, la scomparsa di persone arrestate dal regime. Tra gli episodi di questa pratica ricordiamo l’assassinio di un gruppo di prigionieri a Cerava da parte dei carabineros, di 13 persone ad Osorna, di 19 a Laja e San Rosendo, 18 campesionos uccisi a Paine, l’assassinio di 6 prigionieri nel campo di prigionia di Pisagua, di 4 studenti universitari a Cauquenes, di 13 campesinos a Mulchen, di 9 dirigenti delle ferrovia a San Bernardo, 23 persone a Paine, di 72 prigionieri politici arrestati in varie città (la Serena, Copiapò, Antofagasta e Colanoda) in quella che è stata definita “la carovana della morte”, un raid di un gruppo di militari guidati dal generale Sergio Orellano Stark.
cile73golpearresto2Si annoverano anche omicidi eccellenti compiuti dalla dittatura al di fuori dei confini del Cile. Nel 1974 venne ucciso il generale Prats e la moglie a Buenos Aires, nel 1975 Bernardo Leighton, ex vicepresidente della repubblica, sfuggì ad una attentato a Roma, nel 1976 Orlando Letelier, ex ambasciatore del Cile negli Usa, venne assassinato a Washington.
La fine del potere di Pinochet ebbe inizio nell’ottobre del 1988, quando fu tenuto un referendum per votare un nuovo mandato presidenziale di 8 anni. Nel plebiscito, a sorpresa i sostenitori del “NO” vinsero con il 58% dei voti e, quindi in accordo con le norme della costituzione, elezioni libere furono convocate e tenute l’anno successivo. Pinochet lasciò la presidenza l’11 marzo del 1990.
Nell’ottobre del 1998, mentre si trovava a Londra, Pinochet fu arrestato e posto agli arresti domiciliari su mandato di arresto emesso dal giudice spagnolo Garzón per crimini contro l’umanità. Nonostante il suo rilascio per cause di cattiva salute, la detenzione di Pinochet in uno Stato straniero per crimini contro l’umanità commessi nel suo Paese costituisce un punto di svolta molto rilevante nel diritto internazionale.
pinochet-1Durante la dittatura di Pinochet vi furono anche amichevoli rapporti con il Vaticano. Papa Giovanni Paolo II visitò il Cile nell’aprile 1987 e incontrò Pinochet. A volere fortemente quel viaggio l’allora nunzio apostolico nel Paese sudamericano Angelo Sodano. Vi furono polemiche per l’affacciarsi del Papa al balcone del Palazzo della Moneda con il generale e la benedizione impartita, nel cortile interno dello stesso palazzo ai funzionari del governo. Il 18 febbraio del 1993 giunsero a Pinochet due lettere di auguri da parte del papa Wojtyła e del Segretario di Stato Angelo Sodano in occasione della ricorrenza delle sue nozze d’oro.

 

Fonte

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