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Accadde oggi: il caso”Howl” di Allen Ginsberg

03 aprile

1955 – La American Civil Liberties Union (ACLU), organizzazione non governativa orientata a difendere i diritti civili e le libertà individuali negli Stati Uniti, annuncia che sosterrà il poeta ed editore Lawrence Ferlinghetti che si appresta a pubblicare il poema “Howl” (L’urlo) di Allen Ginsberg. Ne seguirà un caso giudiziario che si concluderà positivamente 2 anni dopo.
Questo volumetto di poesie è diventato uno dei testi sacri della Beat Generation.

Ginsberg lesse per la prima volta “Howl” a San Francisco, quindi Ferlinghetti fece pubblicare l’opera dalla sua casa editrice City Lights. La pubblicazione creò non pochi problemi al suo coraggioso editore: il libro venne messo al bando per oscenità e Ferlinghetti venne arrestato con l’accusa di vendita e diffusione di materiale osceno. Il 1956 fu l’anno del processo a “Howl” che si concluse, grazie al sostegno legale determinante dell’ACLU, con una storica vittoria di Ferlinghetti: il giudice riconobbe al poema una “importanza sociale riedificante” che ne riscattava ogni presunta oscenità; fu una pietra miliare nella lotta per la libertà di stampa, che fornì un precedente legale per la pubblicazione di tutta una serie di titoli ancora sotto censura nell’America maccartista.
“Howl” è un componimento, che risente dell’influenza di Whitman ed è scritto con un verso ritmato che ha la cadenza della lingua parlata, in cui il poeta rivive le sue crude esperienze, dal ricovero in un ospedale psichiatrico, all’uso delle droghe e all’omosessualità.
GinsbergFerlinghetti1963Il poema è suddiviso in tre parti più una nota addizionale.
La Parte I è la più conosciuta, e descrive scene, personaggi e situazioni tratte dall’esperienza dell’autore e di quelle della comunità di poeti, artisti, politici radicali, musicisti jazz, drogati e pazienti psichiatrici che egli aveva incontrato.
La Parte II è un lamento nei confronti dello stato americano, richamata come ‘Moloch’ nel poema. Ginsberg fu ispirato a scrivere la Parte II quando vide un hotel in forma di mostro che chiamò Moloch durante una visione provocata dal peyote e gran parte della sezione stessa fu scritta sotto l’influenza di questo allucinogeno.
La Parte III è direttamente indirizzata a Carl Solomon (a cui l’intero poema è dedicato), che Ginsberg incontrò mentre stava visitando sua madre in un ospedale psichiatrico a Rockland, nello stato di New York, e descrive le esperienze, le speranze e le paure condivise dai due.
La nota finale è caratterizzata dal ripetitivo mantra ‘Holy!’ (‘Santo!’) e il suo punto di vista ottimistico.
La diffusione della poesia di Ginsberg in Italia deve molto all’opera di divulgazione e traduzione svolta da Fernanda Pivano.

“Howl” di Allen Ginsberg – testo originale in inglese

“Howl” di Allen Ginsberg – testo tradotto in italiano

 

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