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Accadde oggi: il crollo del Muro di Berlino

10 novembre1989 – Il grande violoncellista Mstislav Rostropovich, privato anni prima della cittadinanza sovietica, improvvisa un concerto davanti al Muro di Berlino abbattuto nella notte. L’evento, ripreso dalle telecamere di tutto il mondo, viene considerato il requiem per il muro e la Guerra Fredda. Per 28 anni, dal 1961 al 1989, infatti, il Muro di Berlino ha tagliato in due non solo una città, ma un intero paese, e l’intera Europa.
Rostropovich così ricordò quell’evento: “Quando sono andato al Muro di Berlino non è stato un atto politico, ma personale. Ero a Parigi, la sera ho telefonato a un amico che mi ha detto di accendere immediatamente il televisore, era di sera. All’inizio non capivo, guardavo quelle immagini e non capivo. Quando ho capito le lacrime hanno iniziato a scendere. Il Muro di Berlino nella mia vita ha avuto il ruolo di una cicatrice sul cuore. Avevo 47 anni quando mi hanno cacciato dall’Unione Sovietica, dopo i 47 anni è iniziata un’altra vita. E queste due vite non si sono mai riunite. Quando ho visto che buttavano giù il Muro di Berlino ho pensato che finalmente avrei potuto avere la speranza che queste due parti della mia vita potessero ricongiungersi. E come un pazzo la mattina successiva ho preso il violoncello, sono salito su un aereo. Non sono andato a Berlino a suonare per la gente, sono andato lì a suonare affinché Dio mi ascoltasse, direttamente dal Muro di Berlino. Una specie di preghiera di ringraziamento a Dio. E davvero, dopo quel giorno, le mie due vite si sono riunite”.

Per fermare l’ emigrazione all’Ovest, si iniziò la costruzione di un muro attorno ai tre settori occidentali nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961 a Berlino Est. Inizialmente consisteva di filo spinato, ma già il 15 agosto iniziarono ad essere utilizzati gli elementi prefabbricati di cemento e pietra destinati a formare la prima generazione di un vero e proprio muro. Il muro divideva fisicamente la città; quando circondò completamente Berlino Ovest, trasformò in pratica i settori occidentali in un’isola all’interno dei territori orientali.
TimeLa Germania Est sostenne che si trattava di un “muro di protezione antifascista” inteso ad evitare un’aggressione dall’Ovest. Fu chiaro sin dall’inizio che questa giustificazione serviva come copertura per il fatto che ai cittadini della Germania Est doveva essere impedito di entrare a Berlino Ovest e di conseguenza nella Germania Ovest. In effetti la DDR soffriva di una fuga in massa di professionisti e lavoratori specializzati che si spostavano all’ovest, per non parlare delle diserzioni dall’esercito. Con la costruzione del muro le emigrazioni passarono da 2.500.000 tra il 1949 ed il 1962 a 5.000 tra il 1962 ed il 1989. Dal punto di vista propagandistico la costruzione del muro fu un disastro per la DDR e, in generale, per tutto il blocco comunista; divenne infatti un simbolo chiave per ciò che le potenze occidentali vedevano come “tirannia comunista“, specialmente dopo le uccisioni degli aspiranti fuggitivi sotto gli occhi dei media. Varie fonti indicano in un numero compreso tra 192 e 239 i cittadini della Germania Est uccisi dalle guardie mentre tentavano di raggiungere l’ovest e molti altri feriti. Uno dei più noti tentativi falliti fu quello del diciottenne Peter Fechter nel 1962, prima ferito da proiettili sparati dalle guardie di confine della DDR e poi lasciato morire dissanguato nella cosiddetta striscia della morte, il tutto davanti all’occhio dei media occidentali.
Il muro era lungo più di 155 km e alto 3,6 metri. Dopo la costruzione iniziale, venne regolarmente migliorato. A partire dal 1975 il confine era anche protetto nella “striscia della morte” da recinzioni, trincee anticarro, oltre 300 torri di guardia, trenta bunker e una strada illuminata per il pattugliamento lunga 177 Km.

muro-di-berlinoLe dimostrazioni di massa contro il governo della Germania Est iniziarono nell’autunno del 1989, al passaggio dei primi treni provenienti dall’Ungheria e dalla Cecoslovacchia, che avevano reso liberi i confini e i viaggi. Il leader della DDR Erich Honecker si dimise il 18 ottobre 1989 e venne sostituito pochi giorni dopo da Egon Krenz. Il nuovo governo di Krenz decise di approvare ai cittadini dell’Est permessi per viaggiare nella Germania dell’Ovest. Gunter Schabowski, il ministro della Propaganda della DDR, ebbe il compito di dare la notizia; però egli si trovava in vacanza prima che venisse presa questa decisione e non venne a conoscenza dei dettagli.
Il 9 novembre, durante una conferenza stampa convocata per le 18, gli fu recapitata la notizia che tutti i berlinesi dell’Est avrebbero potuto attraversare il confine con un appropriato permesso, ma non gli furono date informazioni su come trasmettere la notizia. Dato che il provvedimento era stato preso poche ore prima della conferenza, esso avrebbe dovuto entrare in vigore nei giorni successivi, dando così il tempo di dare la notizia alle guardie di confine.
Alle 18,53 il corrispondente Ansa da Berlino Est, Riccardo Ehrman, chiese da quando le nuove misure sarebbero entrate in vigore. Schabowski cercò inutilmente una risposta nella velina del Politburo, ma non avendo un’idea precisa, azzardò: “Per quanto ne so, immediatamente“.
muro_berlino_caduta1260466391Decine di migliaia di berlinesi dell’Est avendo visto l’annuncio di Schabowski in diretta alla televisione, si precipitarono, inondando i checkpoints e chiedendo di entrare in Berlino Ovest. Le sorprese e sopraffatte guardie di confine iniziarono a tempestare di telefonate i loro superiori, ma era ormai chiaro che non era più possibile rimandare indietro tale enorme folla vista la mancanza di equipaggiamenti atti a sedare un movimento di tali proporzioni.
Furono allora costrette ad aprire i checkpoints e, visto il gran numero di berlinesi, nessun controllo sull’identità fu eseguito. Gli estasiati berlinesi dell’Est furono accolti in maniera festosa dai loro fratelli dell’Ovest, spontaneamente i bar vicini al muro iniziarono a offrire birra gratis per tutti. Nei giorni e settimane successive molte persone accorsero al muro per abbatterlo e staccarne dei souvenir.
Il 9 novembre è quindi considerata la data della caduta del Muro.
Il 21 luglio 1990, per ricordare l’evento dell’anno prima, i Pink Floyd eseguirono a Berlino la loro celebre opera rock “The Wall” davanti a 350.000 persone e qui sotto se ne possono vedere alcune parti compresa quella finale con la caduta del muro.

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