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Accadde oggi: il processo ai coniugi Rosenberg

06 marzo

1951 – Inizia il processo ai coniugi Ethel e Julius Rosenberg, accusati di cospirazione attraverso lo spionaggio e incriminati per aver passato ad agenti sovietici dei segreti sulle armi nucleari.
In un clima fortemente anticomunista di “caccia alle streghe“, alimentato dal senatore Joseph McCarthy, i Rosenberg furono condannati a morte e giustiziati sulla sedia elettrica il 19 giugno 1953.
(In fondo due filmati: il primo è un cinegiornale d’epoca con l’annuncio della condanna a morte, il secondo è la sequenza dell’esecuzione di Ethel dal film “Daniel” di Sidney Lumet)
4b4a9ccb1bc25ece_landing copyIl caso Rosenberg suscitò polemiche violentissime, non solo in America ma anche in numerosi paesi europei. La stampa di sinistra si lanciò in accuse di “fascismo” al governo degli Stati Uniti, asserendo che si trattava di un “complotto politico contro due innocenti”.
Julius e Ethel Rosenberg innocenti non erano, ma erano infinitamente meno colpevoli di come li dipinse l’accusa; furono mandati a morte da uno dei più imponenti fenomeni di isteria collettiva che la storia abbia mai registrato: la Grande Paura (così pensiamo si possa definire) che prese buona parte del popolo americano e dei suoi dirigenti politici nei primi anni della Guerra Fredda. E questa paura ebbe una precisa data di nascita: il 23 settembre 1949. Quel giorno Harry Truman, presidente degli Stati Uniti, rilasciò alla stampa una drammatica dichiarazione: “Ritengo che il popolo americano abbia diritto ad essere informato nella più ampia misura compatibile con la sicurezza nazionale, di tutto quanto si verifica nel campo dell’energia atomica. Ecco perché ritengo necessario rendere nota la seguente notizia: da prove in nostro possesso, risulta che nelle ultime settimane ha avuto luogo in Unione Sovietica una esplosione atomica”. L’annuncio del presidente ebbe un effetto scioccante in un’opinione pubblica che dava per scontata l’assoluta superiorità militare americana.
1495-1 copyIn America si addebitò allo spionaggio la maggior responsabilità del rapido progresso sovietico nel campo nucleare, riprendendo con particolare accanimento la lotta contro le spie comuniste e i loro agenti. La caccia alle spie comuniste sul territorio americano riprese quindi non solo come normale attività dei servizi di controspionaggio, ma con un’accentuazione di isteria, di convinzione diffusa di essere circondati da traditori da colpire senza pietà, che ebbe il suo campione (nel senso peggiore del termine) in Joseph Raymond McCarthy. Avvocato, senatore repubblicano, McCarthy era uno dei tanti anonimi parlamentari; ma seppe cavalcare la tigre della paura popolare e per alcuni anni fu l’uomo più temuto d’America, da molti considerato difensore della patria, ma da molti altri definito invece illiberale, persecutore, nonché, addirittura, afflitto da veri problemi psichici, che lo portavano a vedere nemici in ogni angolo. Incominciò a farsi un nome mostrando in conferenza stampa una cartella nella quale si trovava un elenco di “oltre duecento comunisti infiltrati negli uffici governativi”. Questo elenco non fu mai reso di pubblico dominio forse perché, sostenevano alcuni, non esisteva. Ma la “cartella con l’elenco” accompagnava sempre il senatore e si rivelò un ottimo strumento per mantenere alta la tensione. La parola maccartismo è rimasta da allora nel linguaggio, a designare un atteggiamento di furioso anticomunismo e in genere di furioso attacco contro gli avversari politici.
rosenberg1In questo contesto Julius Rosenberg fu arrestato nel luglio 1950 e sua moglie Ethel il mese successivo. Il processo si svolse dal 6 marzo al 5 aprile 1951. Subito dopo iniziarono gli appelli, le revisioni e le domande di grazia, fino al 19 giugno 1953, giorno dell’esecuzione della sentenza capitale. I coniugi Rosenberg ebbero, senza dubbio, la sfortuna di essere giudicati in un periodo che peggiore non avrebbe potuto essere. In più, a confermare e ad aggravare lo stato di allarme permanente in America, scoppiò il 25 giugno 1950 il conflitto tra le due Coree, nella quale gli Stati Uniti, sotto l’egida dell’ONU, intervenirono in modo determinante, lasciando sul terreno 15.000 caduti.
I Rosenberg andarono a morire sulla sedia elettrica, bollati come autori del crimine del secolo, probabilmente vittime di un gioco più grande di loro, in cui erano stati travolti. Questo pare legittimo concludere, rileggendo le parole dell’ex agente sovietico Aleksandr Feliksov: “Julius Rosenberg in realtà era solo una spia di serie B, che non trasmise mai alcuna informazione di valore sulla bomba atomica, ma perlopiù piccoli segreti industriali…

Il medesimo anno in cui i due coniugi furono giustiziati, il pittore italiano Renato Guttuso immortalò i loro volti in un disegno a matita su carta che intitolò semplicemente “Julius ed Ethel Rosenberg“.
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Nel 1983 Bob Dylan compose per loro una canzone “Julius and Ethel“, che però non fu mai pubblicata ufficialmente, di cui è riportato qui il testo.

Ora che son morti lo sai che la verità può essere rivelata
Furono agnelli sacrificali venduti al mercato
Julius ed Ethel, Julius ed Ethel

Ora che son morti lo sai che la verità può saltar fuori
Non è mai stata provata la loro colpevolezza al di là di ogni ragionevole dubbio
Julius ed Ethel, Julius ed Ethel

La gente pensò che erano colpevoli all’epoca
Qualcun altro disse persino che non c’era stato alcun crimine
Julius ed Ethel, Julius ed Ethel

La gente guardò a questa coppia con disprezzo e dubbio
Ma loro si amarono fino al momento in cui dovettero pagare il conto
Julius ed Ethel, Julius ed Ethel

Eisenhower era presidente, il Senatore Joe era Re
Purchè tu non dicessi nulla potevi dire tutto
Julius ed Ethel, Julius ed Ethel

Ora alcuni incolparono il sistema, altri incolparono la persona
Ora che è finita, nessuno sa com’è iniziata
Julius ed Ethel, Julius ed Ethel

Ogni Regno è destinato a cadere, persino il Terzo Reich
L’uomo può fare a suo piacimento ma non tanto a lungo quanto vorrebbe
Julius ed Ethel, Julius ed Ethel

Beh, dissero che avevano venduto al nemico i segreti per costruire la Bomba Atomica
Come se nessuno avesse potuto pensarci, la bomba non sarebbe qui ora
Julius ed Ethel, Julius ed Ethel

Qualcuno dice che gli anni cinquanta sono stati l’epoca del grande romanticismo
Io dico che è tutta una bugia, era quando la paura ti teneva in stato di ipnosi
Julius ed Ethel, Julius ed Ethel

Nel 1983 il regista Sidney Lumet ha girato un film “Daniel”, tratto da un romanzo di Doctorow, in cui un figlio dei Rosenberg, negli anni ’60, cerca la verità sul caso dei suoi genitori. Da questo film, costruito su continui flashback dal taglio rigoroso e provocatorio, è tratta la sequenza dell’esecuzione di Ethel che si può vedere qui sotto.

 

Fonte

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