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Accadde oggi: in Sudafrica strage di dimostranti contro l’apartheid

21 marzo

1960 – A Sharpeville in Sudafrica, durante una manifestazione pacifica di protesta contro il decreto governativo chiamato “pass law” (legge lasciapassare che imponeva ai cittadini neri di esibire uno speciale permesso se fossero stati fermati dalla polizia in un’area riservata ai bianchi), la polizia aprì il fuoco su una folla di circa 7000 dimostranti di colore: il tragico bilancio fu di 69 morti e 180 feriti.
Questo episodio, noto come Massacro di Sharpeville, è stato uno dei più drammatici durante le proteste popolari contro la politica dell’Apartheid.

La notizia del massacro contribuì a creare una escalation della tensione fra i neri e il governo bianco. In risposta al diffondersi della protesta, il 30 marzo il governo dichiarò la legge marziale. Seguirono oltre 18.000 arresti.
Il 1º aprile, le Nazioni Unite condannarono ufficialmente l’operato del governo sudafricano. Il massacro divenne un punto di svolta nella storia sudafricana, dando inizio al progressivo isolamento internazionale del governo del National Party.
Il massacro di Sharpeville fu anche uno dei motivi che convinsero il Commonwealth a estromettere il Sudafrica.
Sharpeville2In ricordo del massacro avvenuto 45 anni prima, il 21 marzo 2005 è stato dichiarato dall’ONU “Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale“.
In Sudafrica, a partire dal 1994, il 21 marzo si celebra la Giornata dei Diritti Umani.

 

 

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