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Accadde oggi: inizia la Rivoluzione Sovietica

7 novembre1917 – Alle 21.45 del 7 novembre secondo il calendario occidentale (XXV ottobre secondo il calendario giuliano in vigore allora in Russia) i bolscevichi armati prendono d’assalto il Palazzo d’Inverno a San Pietroburgo, sede del governo. Alle 2 del mattino successivo il palazzo è conquistato e viene decretato il passaggio di potere ai Soviet.
È il primo atto della Rivoluzione Russa, l’evento che ha trasformato la storia mondiale del XX secolo. L’Unione Sovietica, sorta dalla Rivoluzione fu il primo tentativo, su scala nazionale, di applicazione pratica delle teorie sociali ed economiche di Karl Marx e Friedrich Engels.

All’inizio del 1917 la Russia zarista che da tre anni combatteva nella prima guerra mondiale come membro della triplice intesa, era stremata. Più di sei milioni tra morti, la perdita della Polonia russa, nelle città mancavano viveri e combustibile, a causa dello stato disastroso in cui versava il sistema ferroviario, nelle campagne il malcontento dei contadini aumentava a causa del reclutamento, e della miseria. Il regime zarista, chiuso nella difesa dell’autocrazia, aveva ormai perso del tutto il contatto con la realtà del paese, al punto che anche molti conservatori ormai sapevano che solo un’uscita di scena di Nicola II avrebbe loro permesso di mantenere il controllo dello stato.
I fatti che avrebbero sconvolto in modo rivoluzionario l’immenso e statico impero russo, erano stati anticipati da una serie di sollevazioni e proteste rivoluzionarie negli anni precedenti, in particolare nel 1905. Il 9 gennaio di quell’anno decine di migliaia di persone scesero pacificamente davanti al Palazzo d’Inverno, inneggiando allo Zar. I manifestanti portavano una petizione di oltre 130.000 firme che chiedeva: la riduzione dell’orario di lavoro a otto ore, il salario minimo giornaliero, la convocazione di un’assemblea costituente. Le truppe imperiali fecero fuoco, lasciando sul terreno oltre duemila feriti e centinaia di morti (domenica di sangue). Scomparve definitivamente la fiducia che il popolo russo aveva da sempre riposto nello Zar.
La situazione divenne negli anni a seguire sempre più tesa, fino agli scioperi operai del ’14-’15 e al crollo della monarchia. La Russia diventò una repubblica, ma la situazione economica e sociale restò drammatica e sempre più importanti diventarono i consigli operai, spontaneamente costituiti. Nel 1917, Lenin, capo del partito bolscevico in esilio, decise di tornare in Russia vista la situazione del paese e le difficoltà in parlamento e nel paese del governo provvisorio.
I Bolscevichi, il partito di Lenin, non avevano avuto un ruolo nella rivoluzione di febbraio; il partito, pur con cinque rappresentanti alla Duma era privo dei suoi dirigenti migliori, tutti in esilio all’estero, o deportati in Siberia, ma diventò decisivo e maggioritario nei Soviet operai.
Il dualismo di potere, parlamento-soviet, non poteva continuare ed infatti la situazione precipitò. Il 3 aprile 1917 Lenin arrivò a Pietrogrado dopo il viaggio nel leggendario vagone blindato della Germania: ad attenderlo vi era una folla enorme. I bolscevichi volevano una pace immediata: era interesse della Germania che la Russia si ritirasse dal conflitto.
october_21Il 4 aprile Lenin espose alla Conferenza del partito, quelle che sarebbero diventate le linee guida per i mesi futuri, le “Tesi di Aprile“: tutto il potere ai Soviet, “Niente repubblica parlamentare, ma la repubblica dei soviet degli operai e dei contadini”. I contadini dovevano occupare le terre dei grandi latifondisti, non si doveva attendere l’assemblea costituente, occorreva cessare la guerra e chiamarsi Partito Comunista Russo.
Lenin sosteneva che i tempi erano maturi sia in Russia che in Europa per una società socialista. L’importanza dei soviet era diventata sempre maggiore, in molti casi controllavano l’esercito. Venne creato il Comitato militare rivoluzionario, fu questo a guidare l’azione di quella notte dei 25.000 che assaltarono il Palazzo d’Inverno, la sede del governo provvisorio, lo guida Trotsky.
Il Comitato potè contare, a Pietrogrado, su circa dodicimila Guardie Rosse, trentamila soldati della guarnigione, e sugli equipaggi delle navi della flotta del Baltico. Il governo provvisorio disponeva invece, in città, di settecento allievi ufficiali e di un battaglione femminile. Vennero occupate prima tutte le tipografie, le poste, i telegrafi, le stazioni ferroviarie, le banche e i ministeri. Il governo provvisorio praticamente cessò di esistere senza alcuna resistenza.
Kerenskij, capo del governo, fuggì verso il fronte, e gli altri ministri si rinchiusero nel Palazzo d’Inverno, che venne attaccato alle 21.45 e definitivamente conquistato alle 2 del mattino dopo. La stessa sera si riunì il Secondo Congresso dei Soviet, a cui i bolscevichi consegnarono il potere. Quella notte la discussione proseguì senza sosta, mentre si arrendevano le ultime resistenze nel Palazzo d’Inverno.
Il primo atto del nuovo Governo dei Soviet fu l’avvio della pace con la Germania e la terra ai contadini. La rivoluzione si diffuse: a Mosca iniziò il 26 ottobre, con scontri sanguinosi, e terminò il 2 novembre. Ora il nuovo governo controllava i due centri principali, anche se la diffusione della rivoluzione nelle campagne, avrebbe richiesto un tempo molto più lungo. Nel frattempo Kerensky, capo del governo provvisorio cercò di organizzare un controffensiva con circa ventimila cosacchi. Una parte di questi sbandò o si unì alle truppe del governo sovietico; il resto venne sconfitto a Pulkovo dalle Guardie Rosse. Kerensky fuggì in Inghilterra.
I bolscevichi non avevano un piano concertato per la rivoluzione in tutto il resto del paese, e si affidarono, almeno in parte, allo spontaneismo; l’esempio di Pietrogrado e poi di Mosca fecero da motore.
World_October_revolution_posterQuesti i primi decreti della rivoluzione: la distribuzione, senza indennizzo, delle terre dei pomeščiki (i proprietari terrieri) ai contadini, immediate trattative per una pace “giusta e democratica”. Al vecchio sistema giudiziario si sostituivano i tribunali del popolo di tipo elettivo; la polizia venne sostituita da una milizia di operai; abolizione della pena di morte, completa separazione tra stato e chiesa; veniva introdotto il matrimonio civile, con uguali diritti per entrambi i coniugi, e il divorzio; la giornata lavorativa di otto ore. Nell’esercito furono cancellate la differenze di trattamento fra soldati e ufficiali. Nazionalizzazione delle banche private; il commercio estero diventò monopolio dello stato; flotta mercantile e ferrovie diventavano statali, mentre le fabbriche venivano affidate direttamente agli operai. Il nuovo governo denunciò anche tutti gli accordi internazionali compresi quelli segreti e sospese il rimborso dei prestiti ottenuti all’estero dal regime zarista. “abbiamo convinto la Russia, abbiamo conquistato la Russia., ora dobbiamo amministrarla..” così avrebbe commentato Lenin, nella notte della conquista del potere.

 

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