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Accadde oggi: la canonizzazione del fondatore dell’Opus Dei

6 ottobre copiaIl  Papa ordinò nel ‘91 la promulgazione del decreto che dichiarava miracolosa una guarigione dovuta all’intercessione di Escrivá, atto conclusivo dell’iter di beatificazione. In generale, ai fini della canonizzazione, la Chiesa cattolica ritiene necessario un secondo miracolo, per la beatificazione: nel caso di Escrivá de Balaguer, ha ritenuto miracolosa la guarigione del dottor Rey, affetto da radiodermite cronica( un cancro cutaneo). Newsweek parlò  dì processo di beatificazione manipolato in quanto l’Opus Dei avrebbe impedito l’audizione delle testimonianze critiche su Escrivá. Secondo una inchiesta condotta dal giornalista Attilio Giordano la svolta del potere dell’Opus Dei è proprio nell’avvento di Wojtyla (che pare fosse debitore dell’elezione al pontificato).
(Corrado Augias parla con Ferruccio Pinotti autore del libro “Opus Dei segreta” – parte 1)

opus dei2Vita di Escrivà – Spagnolo , di famiglia molto numerosa, iniziò il ministero sacerdotale – nell’arcidiocesi di Saragozza – continuandolo poi nella stessa Saragozza. Nella primavera del 1927, si trasferì a Madrid, dove lavorò anche per sostenere i poveri e malati delle borgate, gli incurabili e i moribondi negli ospedali. Divenne cappellano del Patronato per i malati, iniziativa delle Dame Apostoliche del Sacro Cuore. Frattanto continuava gli studi e i corsi di dottorato in legge.Nel 1928 Escrivá fondò l’Opus Dei. Nel  1930 iniziò l’apostolato dell’Opus Dei con le donne. Si apriva così quella che alcuni vedono come una “nuova via” per la Chiesa cattolica, finalizzata a promuovere,la ricerca della santità e l’esercizio dell’apostolato attraverso la “santificazione” del lavoro. Il titolo nobiliare è stato acquistato. Si dice che alcuni aderenti  si sottopongano al cilicio. Escrivá era spesso cruento nelle sue flagellazioni, aggiungendo pezzi di vetro e lamette all’estremità del flagello. Esistono testimoni che confermano la scia di sangue che lasciava sui muri e sul pavimento della sua stanza dopo essersi flagellato (Ferruccio Pinotti, “Opus Dei segreta”, BUR).

Opus Dei : finalità e storia – E’un’istituzione della Chiesa cattolica  volta a iniziative pastorali a livello internazionale. Secondo il suo fondatore, la principale finalità dell’Opus Dei è diffondere una “viva consapevolezza della chiamata universale alla santità, in particolar modo nell’esercizio del lavoro …”  Oggi l’Opus Dei  è una realtà ecclesiale del tutto diversa sia dai fenomeni associativi sia dalle congregazioni e dagli ordini religiosi: prevista dal Concilio Vaticano II, la prelatura personale si configura come una struttura istituzionale e gerarchica della Chiesa, che raccoglie, sotto la giurisdizione di un Prelato nominato dal Papa, sacerdoti e laici al fine di perseguire specifiche iniziative pastorali e talvolta finanziarie.Gli aderenti all’Opus Dei dipendono, quindi, dal Prelato per tutto ciò che riguarda direttamente la loro vita spirituale e sociale. Attualmente i fedeli laici della prelatura dell’Opus Dei sono decine di migliaia in tutto il mondo: la maggior parte di essi è rappresentata dai cosiddetti Soprannumerari; vi sono poi i Numerari e gli Aggregati . Tra i fedeli Numerari e Aggregati alcuni divengono successivamente sacerdoti (attualmente sono circa 1.900 i sacerdoti della Prelatura). In tutto i fedeli dell’Opus Dei sono circa 85.000. Collaborano con l’Opus Dei – pur senza farne parte – i Cooperatori. I fini dell’Opus Dei sono anche: la creazione di un network di persone che, con la scusa della religione, si aiutino negli affari e nella carriera professionale (membri numerari e membri non numerari), con lo sfruttamento dei membri numerari, grazie al conferimento all’Opus Dei del loro stipendio e della loro eredità, nonché delle donazioni che i membri non numerari sono sollecitati a fare all’Opera in percentuale al loro reddito. L’atto costitutivo dell’Opus Dei non prevede in alcun punto, tra le finalità associative, l’esercizio di attività aventi per oggetto l’intermediazione mobiliare, l’investimento in imprese o altre attività connesse in qualche modo con la finanza. Tuttavia l’Opus Dei intrattiene relazioni economiche di ampio raggio, essendo detentrice di un vastissimo patrimonio immobiliare e finanziario. Tale patrimonio proviene essenzialmente dalle donazioni, dai lasciti testamentari, dal reddito dei numerari e degli aggregati. opus dei4Nel  2007 l’allora ministro dell’interno Giuliano Amato ha risposto a un’interrogazione parlamentare sostenendo che l’Opus Dei è un’istituzione della Chiesa cattolica, alla quale è stata riconosciuta personalità giuridica come ente ecclesiastico civilmente riconosciuto.  E’ di oggi l’inchiesta italiana nella banca dell’Opus con l’accusa di riciclaggio. Inoltre, molte sono le operazioni che hanno permesso all’Opus Dei, attraverso società distaccate ed holding, di svolgere un ruolo come potente attore economico sul mercato finanziario e bancario. L’accusa all’Opus Dei di avere la forma di una setta, “massoneria bianca” è stata ripresa per contestare l’appoggio alle dittature in Sudamerica ed in Spagna e l’influenza di idee di stampo fascista, in particolare a suo tempo quella franchista.Inoltre l’Opus Dei, secondo dati fatti filtrare dalla stessa organizzazione, avrebbe «influenza» in 179 università, 630 quotidiani e riviste, 52 catene televisive. Secondo una inchiesta condotta dal giornalista Attilio Giordano la svolta dei potere dell’Opus Dei è proprio nell’avvento di Wojtyla «Si dice che Giovanni XXIII dell’Opus Dei avesse timore e che Paolo VI li avversasse apertamente. Certo, Montini non riceveva Escrivá » Secondo il giornalista Italo Moretti l’Opus Dei in Sudamerica si fece carico di smantellare la teologia della liberazione «la Chiesa deve gestire la vergogna degli appoggi vaticani ai dittatori sanguinari in Cile e Argentina, di un nunzio che giocava a tennis con il capo dei torturatori di Videla, e il comandante della Marina.Il giornalista Sandro Magister ha scritto un articolo relativo ai contrasti tra l’Opus Dei e il resto della chiesa cilena.

Il giudizio di Adriana Zarri, teologa e politologa, da un suo articolo del 2002 (si sta avvicinando la data di santificazione di Escrivà)
“”Di questo papa è stato detto che soffre di una incontinenza canonizzatrice: definizione invero impertinente ma ben giustificata. Ma nessuno sarà contestato come Escrivà de Balaguer: un personaggio davvero indecente..Questa è la testimonianza di una donna che ha vissuto l’esperienza dell’Opus Dei e che ha aperto gli occhi. Si tratta del libro Oltre la soglia di Maria del Carmen Tapia … “La casa di Roma è una sorta di fortezza medievale. nessuno, assolutamente nessuno, a Roma, può aprire direttamente una porta e uscire se non controllato. In una sede così blindata non possono mancare i microfoni; e infatti «Monsignor Escrivà aveva fatto piazzare microfoni in diversi punti della casa, tutti collegati con la sua stanza».». Come se non bastasse, nelle case dell’Opus Dei esistono armadi con documenti segretissimi. In questi armadi si prescrive di tenere una bottiglia di benzina, per poter tempestivamente bruciare quelle carte, in caso di emergenza…La donna riesce finalmente a lasciare l’Opus Dei e questo è il congedo “Escrivà cominciò a camminare su e giù agitato, rosso, furioso, dicendomi: “non parlare con nessuno né dell’Opus Dei né di Roma (…) perché se vengo a sapere che parli male dell’Opus, io Josè Maria Escrivà de Balaguer, che ho in mano la stampa mondiale, ti disonoro pubblicamente”. E guardandomi negli occhi con una furia spaventosa e agitando le braccia mi gridò “Puttana…porca!” Questo il congedo di un “santo”! Un “santo” collerico e ambizioso, che aveva comprato un titolo nobiliare dal governo amico del dittatore Franco: governo in cui alcuni membri dell’Opus Dei ricoprirono cariche di ministri e ovunque…””

 

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