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Accadde oggi: le scuole private riconosciute come “paritarie”

19 novembre copiaIn Italia la stragrande maggioranza delle scuole private è gestita direttamente da ordini o istituti cattolici o si ispira all’educazione cattolica, quindi lo stanziamento di fondi pubblici in favore della scuola privata è uno degli innumerevoli privilegi concessi al Vaticano e la dice lunga su come la casta politica italiana intenda la laicità dell’educazione.

Le scuole non statali ricevono oggi denaro pubblico sotto forma di sussidi diretti, per la gestione di scuole dell’infanzia e primarie; finanziamenti di progetti finalizzati all’elevazione di qualità ed efficacia delle offerte formative di scuole medie e superiori; contributi alle famiglie (i “buoni scuola” per le scuole di ogni ordine e grado).

Cosa dice la nostra Costituzione. L’art. 33 dà il diritto “ad Enti e privati di istituire scuole ed istituti di educazione senza oneri per lo Stato”. Quindi lo Stato, pur riconoscendo il diritto di istituzione di scuole private, non può e non deve accollarsene alcun tipo di onere. La Corte costituzionale non si è mai pronunciata sulla costituzionalità dei vari provvedimenti che concedono fondi pubblici alle scuole confessionali, non essendo mai stata sollevata (da Stato o Regioni) alcuna questione di legittimità costituzionale  (guarda il filmato satirico in cui Corrado Guzzanti dibatte sui finanziamenti alle scuole private).
scuoleIl Decreto Ministeriale assunto da Luigi Berlinguer (279/99) ha quindi costituito il presupposto per la regolare concessione di finanziamenti alle scuole private, finanziamenti successivamente incrementati e allargati dai governi di centrosinistra e centrodestra.
Ad esempio, considerando soltanto i sussidi diretti (escludendo cioè i “buoni scuola” e il trattamento “particolare” riservato agli insegnanti di religione) il governo D’Alema bis ha varato  nel 2000 provvedimenti che riguardano: l’applicazione anche alle scuole paritarie del trattamento fiscale riservato agli enti senza fini di lucro; l’istituzione di fatto dei buoni scuola statali (stanziamento di 300 miliardi di lire a decorrere dal 2001); l’aumento di 60 miliardi di lire dello stanziamento per i contributi per il mantenimento di scuole elementari parificate; l’aumento di 280 miliardi di lire dello stanziamento per le spese di partecipazione alla realizzazione del sistema prescolastico integrato; lo stanziamento di un fondo di 7 miliardi di lire per le scuole che accolgono disabili (per la scuole pubbliche l’accoglimento dei disabili è da sempre obbligatorio).
E il governo Berlusconi (Ministro Letizia Moratti) ha apportato nel 2005 modifiche in cui non si parla più di “concessione di contributi”, ma di vera e propria “partecipazione alle spese delle scuole secondarie paritarie”; è abbassata la soglia di alunni per classe (da 10 a 8) per l’accesso ai contributi; vengono innalzati i livelli massimi scuole1dei contributi (12.000 euro per una scuola media, 18.000 per una scuola superiore); sono più che raddoppiati i finanziamenti per i progetti formativi (da circa 6 milioni di euro ad oltre 13 milioni).
Fino agli scandalosi provvedimenti di questi ultimi giorni con il mancato taglio dei contributi alle scuole confessionali, mentre si affossa la scuola pubblica.

Da considerare infine che i finanziamenti alle scuole ed università private cattoliche si sommano alla contrattualistica differenziata per gli insegnanti di religione cattolica nella scuola pubblica; all’otto per mille (quote assegnate e ripartizione di quelle non assegnate); ai finanziamenti a mezzi di comunicazione cattolici; ai finanziamenti per infrastrutture di proprietà dello Stato Vaticano; ai finanziamenti per l’assistenza religiosa negli ospedali pubblici; alle esenzioni fiscali …

 

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