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Accadde oggi: Leone X scomunica Martin Lutero

03 gennaio

1521 – Il papa Leone X scomunica Martin Lutero con la bolla “Decet Romanum Pontificem“; l’accusa è di eresia hussita.
Il principe Federico, protettore di Lutero, ottiene che non gli sia fatto alcun male e che gli si consenta di esporre le sue tesi a Worms, davanti alla dieta imperiale.
Lutero aveva già spregiativamente bruciato in pubblico la bolla papale “Exsurge Domine“, con la quale era stato minacciato di scomunica se non avesse desistito dal proprio intento riformatore. (In fondo si potrà vedere una sequenza del film “Luther” del 2003 sulla vendita delle indulgenze e la satira dei Monty Python su Martin Lutero)
Martin-Luther-1526-1All’epoca si credeva generalmente che dopo la morte i peccatori venissero puniti per un lungo periodo di tempo. Tuttavia si diceva che questo periodo poteva essere abbreviato grazie alle indulgenze concesse, con l’autorizzazione del papa, in cambio di denaro e con funzioni funebri a pagamento.
La predicazione contro la vendita delle indulgenze fu, quindi, il primo atto “riformatore” intrapreso da Lutero, giacché proprio a Wittenberg il principe Federico di Sassonia aveva impiantato tale pratica, avendo ottenuto da Roma il permesso di esercitarla una volta l’anno il giorno di Ognissanti. In tre occasioni, nell’anno 1516, Lutero parlò contro le indulgenze, affermando che il semplice pagamento non poteva garantire il reale pentimento dell’acquirente né che la confessione del peccato costituisse di per sé una sufficiente espiazione. La situazione degenerò nell’anno seguente (1517) quando un altro esempio di vendita delle indulgenze dalle amplissime ramificazioni richiamò l’attenzione di Lutero.

Tutta la questione era nata due anni prima con una la bolla di papa Leone X, con la quale questi nominava il principe Alberto di Brandeburgo commissario delle indulgenze per un tempo di otto anni. Scopo del principe era quello di ottenere la prestigiosa carica di arcivescovo di Magonza che effettivamente ottenne, dietro un pagamento di diecimila ducati finanziati dalla casa d’affari della famiglia Fugger. Con metà dei redditi generati dalla vendita delle indulgenze, poi, Alberto avrebbe risarcito i suoi creditori, mentre l’altra metà avrebbe costituito un’ulteriore offerta alla Chiesa di Roma per la “fabbricazione” di San Pietro.

Vuole la tradizione che il 31 ottobre 1517 Lutero o i suoi studenti abbiano affisso sulla porta della chiesa di Wittenberg, com’era uso a quel tempo, 95 tesi in latino riguardanti il valore e l’efficacia delle indulgenze. Lo scontro con le alte gerarchie ecclesiastiche fu inevitabile. La fama del monaco ribelle si diffuse in tutta la Sassonia elettorale: tra teologi, semplici religiosi, artigiani, studenti, il principe elettore e la sua corte. Due elementi, più di ogni altra cosa, contribuirono a questo rapido successo dei suoi principi riformatori: l’interesse generale che suscitava questa disputa, giacché trattava tematiche molto vicine alle esigenze materiali e spirituali della popolazione; in secondo luogo la stampa a caratteri mobili, che consentì la stesura e la diffusione in migliaia di copie delle tesi luterane e dei successivi scritti e che permise la lettura delle Scritture in tedesco nella traduzione curata dallo stesso Lutero.
albero medici_leone X 2Il 15 giugno 1520, Leone X emanò la bolla “Exsurge Domine” con la quale dava a Lutero sessanta giorni di tempo per ritrattare, pena la scomunica. Per tutta risposta Lutero, il 10 dicembre 1520, diede pubblicamente fuoco ai volumi di diritto canonico, nonché alla stessa bolla papale. Il 3 gennaio dell’anno seguente, la bolla “Decet Romanum Pontificem” sancì la scomunica di Lutero.
A questo punto spettava all’autorità laica e quindi all’Imperatore assicurare l’arresto dell’eretico e consegnarlo a Roma. Nel giugno del 1519, Carlo d’Asburgo era stato eletto imperatore e non poteva certo ignorare, come il papa, il vasto consenso che il riformatore aveva aggregato. Il vasto potere nelle mani di Carlo, d’altro canto, aveva delle basi molto fragili. Così nell’aprile del 1521 convocò Lutero alla Dieta di Worms, dove prese possesso formale dell’autorità imperiale, per verificare ulteriormente la possibilità di ritrattare.
Il riformatore giunse a Worms il 16 aprile 1521 e il giorno successivo comparve di fronte alla Dieta e all’imperatore; gli venne chiesto se era disposto a ritrattare ed egli inaspettatamente chiese un giorno di tempo per riflettere.
luther-wormsIl giorno seguente pronunciò la famosa risposta: «Se non sarò convinto mediante le testimonianze della Scrittura e chiare motivazioni razionali – poiché non credo né al papa né ai concili da soli, essendo evidente che hanno spesso errato – io sono vinto dalla mia coscienza e prigioniero della parola di Dio a motivo dei passi della Sacra Scrittura che ho addotto. Perciò non posso né voglio ritrattarmi, poiché non è sicuro né salutare agire contro la propria coscienza. Dio mi aiuti. Amen».

Il giorno dopo la Dieta venne informata delle decisioni dell’Imperatore: egli si dichiarava disposto a rispettare il salvacondotto che aveva concesso a Lutero e quindi gli concedeva d’allontanarsi; nel contempo però affermava di essere deciso ad «agire contro di lui come contro un eretico notorio».
L’editto di Worms (maggio 1521), col quale Lutero veniva posto al bando, formalizzò queste decisioni: Lutero era un fuorilegge e un nemico pubblico, chiunque poteva ucciderlo impunemente, sicuro dell’approvazione delle autorità.
La Riforma protestante era però ormai inarrestabile e la scomunica non ebbe gli effetti voluti. Lutero continuò a scrivere, predicare e insegnare.

Fonte

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