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Accadde oggi: muore Claude Levi-Strauss

1 novembre2009 – Muore a Parigi Claude Lévi-Strauss, ultracentenario padre dell’antropologia culturale essendo nato nel 1908. E’ lo studioso che per primo ha applicato l’indagine strutturale all’antropologia, e più in particolare alle discipline storico – sociali. Il suo pensiero ha fra l’altro contribuito a sfatare la credenza che le società indigene fossero primitive e selvagge e che la società occidentale sia l’unica veramente avanzata.
Il giorno della sua morte è controverso; secondo i giornali italiani la data è nella notte tra il 31 e il 1° novembre.
« Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate » (In fondo potrai vedere un breve filmato con un’intervista a Lévi-Strauss)
Claude_Levi_Strauss-CaricaturaLévi-Strauss incomincia a elaborare il proprio metodo a partire dalla sua opera “Le strutture elementari della parentela“. In essa egli afferma che il nucleo che organizza i sistemi di parentela è la regola su cui si basano i vincoli matrimoniali nelle diverse culture e società. Per spiegare questo fatto, Lévi-Strauss ricorre al metodo strutturale, tratto dalla linguistica e già sperimentato nel campo della fonologia.
In polemica con l’impostazione storico-evolutiva, Lévi-Strauss assegna all’antropologia il compito principale di definire le caratteristiche dei vari sistemi culturali, riconducendoli a un insieme ristretto di principi di strutturazione.
Una simile impostazione capovolge radicalmente la prospettiva tradizionale. Così, l’evoluzione sociale non viene spiegata chiamando in causa la volontà degli uomini e le loro intenzioni, bensì mediante la logica e la capacità di evoluzione insita nel sistema, che rappresentano proprietà oggettive delle strutture, non dipendono dagli individui, e rimangono loro fondamentalmente inconsapevoli.

Storia ed etnologia
Nelle sue opere osserva che è necessario integrare lo studio su civiltà diverse dalla nostra con un approccio completamente diverso, come quello consentito dall’etnologia. Secondo Lévi-Strauss, la differenza fondamentale tra storia ed etnologia non è né di oggetto, né di scopo, né di metodo. Esse hanno infatti lo stesso oggetto (la vita sociale), lo stesso scopo (una migliore comprensione dell’uomo) e procedimenti metodologici diversi di ricerca. Egli giunge così alla conclusione che storia ed etnologia si richiamano necessariamente e si integrano nei loro risultati. Solo l’applicazione congiunta di queste due discipline permette di portare avanti la moderna indagine sull’uomo. Storia ed etnologia si distinguono soprattutto per la scelta delle prospettive complementari: la storia organizza i suoi dati in base alle espressioni coscienti, mentre l’etnologia lo fa in base alle condizioni inconsce delle vita sociale.
Lévi-Strauss osserva che nella maggior parte dei popoli primitivi è molto difficile ottenere una giustificazione morale, o una giustificazione razionale di un’usanza o un’istituzione: anche quando si hanno delle risposte, esse hanno sempre il carattere di razionalizzazione. Le ragioni inconsce per cui si pratica un’usanza o si condivide una credenza, sono in genere assai lontane da quelle con cui il soggetto cerca di giustificarle.
levi-straussUna delle sue opere più famose è ”Tristi tropici“ del 1955, opera in cui lo studioso riporta le osservazioni sistemiche della sua ricerca sulle tribù brasiliane dei Boroboro, e una sorta di diario della sua esperienza in Brasile, dove dal 1936 era andato come docente universitario a S. Paolo. L’opera gli darà fama e notorietà internazionale.
Perseguitato dalle leggi razziali essendo di origini ebraiche, emigra negli USA dove insegnerà fino alla conclusione del conflitto mondiale. Tornato a Parigi sarà docente della Sorbona, contribuendo in modo importantissimo a consolidare l’antropologia culturale e le Scienze dell’uomo come discipline fondamentali per studiare le società e la Storia tradizionale.
Altre opere fondamentali: “Il pensiero selvaggio” e “Il cotto e il crudo”.

 

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