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Accadde oggi: muore George Orwell

21 gennaio

1950 – Muore a Londra George Orwell (pseudonimo di Eric Arthur Blair), opinionista politico e culturale, noto soprattutto come romanziere satirico e antiutopistico, per le allegorie politiche create con “La fattoria degli animali” e “1984“. Orwell è uno degli scrittori di lingua inglese più noti e apprezzati del XX secolo. L’efficacia dei romanzi in cui si descrive l’Utopia rovesciata (distopia) dei totalitarismi ha fatto nascere l’aggettivo “orwelliano“, oggi ampiamente usato per descrivere meccanismi totalitari di controllo del pensiero individuale e sociale.
Nel 1946 Orwell scriveva di sé: “Ogni riga di ogni lavoro serio che ho scritto dal 1936 a questa parte è stata scritta, direttamente o indirettamente, contro il totalitarismo e a favore del socialismo democratico, per come lo vedo io“. (In fondo potrai vedere la sequenza iniziale e quella finale del film di animazione inglese tratto da “La fattoria degli animali)Orwell--disegnato-da-Levine

Orwell nacque, in una famiglia scozzese della borghesia (“nobiltà senza terra”), il 23 giugno 1903 nel Bengala, dove il padre, d’origine angloindiana, era funzionario dell”‘lndian Civil Service“. Socialdemocratico e laburista, combatté nella guerra civile spagnola tra le file del Partido Obrero de Unificación Marxista, partito d’ispirazione trotskista che subì violente persecuzioni da parte delle formazioni militari staliniste, fino alla sua soppressione da parte delle autorità repubblicane. Dall’esperienza spagnola Orwell ricavò quella viva ostilità nei confronti di Stalin e della sua dittatura, che manifestò già nel ‘38 in “Omaggio alla Catalogna“.
Rimase sempre uno scrittore d’ispirazione marxista ma la presa di coscienza, anche in seguito a tragiche esperienze personali, delle contraddizioni e degli errori del comunismo realizzato in Unione Sovietica sotto Stalin lo portarono a essere antisovietico e antistalinista, scontrandosi così con una consistente parte di sinistra europea.
burmeseLe difficoltà economiche lo accompagnarono a lungo durante gli studi e gli anni d’esordio della sua breve vita: morirà di tubercolosi a soli 46 anni. Venne ammesso all’Eton College, e dove ebbe per insegnante Aldous Huxley (altro grande esponente della letteratura distopica), alle cui opere si ispirerà. Lasciò gli studi per seguire le orme paterne (padre ufficiale) e si arruolò nella Polizia Imperiale in Birmania. Diviso fra il crescente disgusto per l’arroganza imperialista e la funzione repressiva che il suo ruolo gli imponeva, si dimise. Ispirato all’esperienza di questo periodo è il romanzo “Giorni in Birmania” del 1934.
Partì per Parigi, dove volle osservare i bassifondi delle grandi metropoli europee. In questo periodo iniziò a scrivere e lavorò come sguattero in alcuni ristoranti. Sopravvisse solo grazie alla carità dell’Esercito della Salvezza, e sobbarcandosi lavori umilissimi. Un’esperienza che proseguì anche in patria ispirando il suo romanzo d’esordio “Senza un soldo a Parigi e Londra“, pubblicato con lo pseudonimo di George Orwell. Pubblicò il suo primo articolo su “Le Monde” nel 1928.
Accadde oggi: muore George OrwellFece l’insegnante, il critico letterario, ma le condizioni di salute erano sempre molto precarie. Su commissione del Left Book Club, un’associazione culturale filosocialista, svolse un’indagine nelle zone più colpite dalla depressione economica, che lo portò tra i minatori dell’Inghilterra settentrionale. Le loro misere condizioni saranno descritte in “La strada per Wigan Pier“. Il settimanale di Sinistra “Tribune” gli affidò la rubrica “A modo mio“.
Iniziò a scrivere “La fattoria degli animali“, suo primo vero successo. Terminato nel 1944, per le chiare allusioni critiche allo stalinismo, molti editori si rifiutarono di pubblicarlo. In quel periodo la Russia di Stalin era alleata del Regno Unito contro il nazifascismo. Il romanzo è un’allegoria del totalitarismo sovietico del periodo staliniano. In un’immaginaria fattoria inglese gli animali, stanchi del crudele sfruttamento da parte dell’uomo, si ribellano e assumono il controllo.
orwell-in-tribuneUna volta liberi decidono di dividere equamente il prodotto del loro lavoro, seguendo il principio marxista «da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni». Il loro sogno utopico viene però ben presto tradito dall’emergere di un’altra classe di sfruttatori: i maiali. Gli avidi suini, ispiratori della “rivoluzione”, prenderanno però il controllo della fattoria e progressivamente diventeranno simili in tutto e per tutto all’uomo, finché persino il loro aspetto diventerà antropomorfo. “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”, sarà il loro motto. La satira verso gli ideali della Rivoluzione russa è resa ancora più diretta dal fatto che ogni evento ed ogni personaggio descritti nel romanzo rappresentano l’allegoria di un preciso evento o personaggio della realtà storica. Per esempio, la Rivoluzione degli animali e la cacciata di Jones rappresentano la Rivoluzione russa e il rovesciamento dello zar; il conflitto tra Palla di Neve e Napoleone,( i due animali protagonisti principali) riguardo all’estensione della rivoluzione alle altre fattorie rappresenta il conflitto tra Trozkij, che voleva esportare la Rivoluzione (rivoluzione permanente), e Stalin, che sosteneva la teoria del Socialismo in un solo paese. E così via. L’educazione e la Propaganda sono i temi fondamentali, in quanto gli animali credono ciecamente alla propaganda proprio perché incapaci di filtrare le informazioni propinate dal regime. L’ignoranza è dunque un’arma preziosa nelle mani di qualsiasi dittatore, in quanto permette di far credere al popolo ciò che si ritiene più utile. Il libro pur concettualmente complesso, è scritto in un inglese esemplare per chiarezza e semplicità linguistica, tanto da essere un modello per l’insegnamento della lingua inglese. Le chiare allusioni critiche all’URSS costarono all’autore una certa ostilità negli ambienti della sinistra britannica del tempo, ma il libro ebbe lo stesso un notevole successo, anche se trovò qualche iniziale difficoltà ad essere pubblicato.
farm1Nell’articolo “La libertà di stampa“, a commento del libro, Orwell affermava di aver spedito il manoscritto a vari editori e di aver ricevuto risposte negative perché l’opera “avrebbe offeso molta gente, soprattutto per il fatto di aver scelto come classe dominante i maiali” e insiste sui vari tentativi fatti anche dalla critica e dagli intellettuali in generale, per spingere il pubblico a non acquistare il libro.
Da questo romanzo è stato realizzato il film d’animazione “La fattoria degli animali” (Animal Farm) del 1954 con la regia di John Halas e Joy Batchelor, di cui si posso vedere qui sotto due sequenze.

Per informazioni su “1984“, l’altra opera più significativa di Orwell, vedere la voce del calendario laico del 8 giugno 2012.

Fonte

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