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Accadde oggi: muore Lorenzo Valla

1 agosto1457 – Muore a Roma Lorenzo Valla, elegante umanista, critico acuto e scrittore pungente nella sua polemica sul potere temporale della Chiesa di Roma.
La sua fama e importanza è soprattutto legata alla dimostrazione della falsità della cosiddetta Donazione di Costantino, documento pontificio sul quale si basava la “giustificazione storica” del potere temporale della chiesa.
Con il De falso credita et ementita Constantini donatione, Valla dimostrò con l’analisi filologica, linguistica e archivistica, la falsità della Donazione di Costantino, documento apocrifo in base al quale la Chiesa giustificava la propria aspirazione al potere temporale.

Il documento pretendeva di riprodurre un editto emesso dall’imperatore romano Costantino I e risalente al 313. Con esso, l’imperatore avrebbe concesso al papa Silvestro I e ai suoi successori il primato sui cinque patriarcati (Roma, Costantinopoli, Alessandria d’Egitto, Antiochia e Gerusalemme) e avrebbe attribuito ai pontefici le insegne imperiali e la sovranità temporale su Roma, l’Italia e l’intero Impero Romano d’Occidente. Seguendo ancora la versione di alcune leggendarie Vite di San Silvestro, il documento presentava la donazione come una ricompensa al papa per aver guarito l’imperatore dalla lebbra con un miracolo, allorché i sacerdoti pagani avrebbero invece proposto a quest’ultimo di immergersi in una fontana ricolma di sangue di infanti.
costantinoLa donazione venne utilizzata dalla Chiesa nel medioevo per avvalorare i propri diritti sui vasti possedimenti territoriali in Occidente e per legittimare le proprie mire di carattere temporale ed universalistico. Dopo l’età carolingia la donazione fu riesumata da papa Leone IX nel 1053, e fu dunque introdotta, nel XII secolo, nel Decretum Gratiani.
Famoso ed illustre il giudizio negativo dato da Dante Alighieri, benché anch’egli convinto dell’autenticità del documento, sugli effetti della donazione:
« Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre,
non la tua conversion, ma quella dote
che da te prese il primo ricco patre!
»
(Inferno XIX, 115-117)

Valla è un personaggio di eccezionale importanza non solo per la cultura italiana, ma soprattutto quale rappresentante del più puro umanesimo europeo. Con le sue spietate e giustificate critiche alla chiesa romana dell’epoca, fu un precursore e sostenitore ante litteram di Lutero, ma fu anche il promotore di molte revisioni ideologiche e stilistiche di testi cattolici.
Quello di Valla non intende essere un lavoro esclusivamente di tipo filologico, ma anche una analisi dell’epoca storica in questione. Importante l’atteggiamento di fondo, che è quello di un uomo moralmente indignato di fronte alla menzogna perpetrate per secoli.
Oggi si sa che la dimostrazione del Valla era giusta e che l’editto di Costantino era in realtà uno scritto dell’VIII o IX secolo

Lorenzo Valla, De falso credita et ementita Constatini donatione declamatio, II, 6; IX, 32-33

  • Per prima cosa dimostrerò che Costantino e Silvestro non erano giuridicamente tali da poter legalmente l’uno assumere, volendolo, la figura di donante e poter quindi trasferire i pretesi regni donati che non erano in suo potere e l’altro da poter accettare legalmente il dono (né del resto lo avrebbe voluto).
  • In seconda istanza, dimostrerò che anche se i fatti non stessero cosí (ma sono troppo evidenti), né Silvestro accettò né Costantino effettuò il trapasso del dono, ma quelle città e quei regni rimasero sempre in libera disponibilità e sotto la sovranità degli imperatori.
  • In terza istanza dimostrerò che nulla diede Costantino a Silvestro, ma al papa immediatamente anteriore davanti al quale Costantino era stato battezzato; furono doni del resto di poco conto, beni che permettessero al papa di vivere.
  • Dimostrerò (quarto assunto) che è falsa la tradizione che il testo della Donazione o si trovi nelle decisioni decretali della Chiesa o sia tolto dalla Vita di Silvestro: non si trova né in essa né in alcuna cronaca, mentre invece si contengono nella Donazione contraddizioni, affermazioni infondate, stoltezze, espressioni, concetti barbari e ridicoli.
  • Aggiungerò notizie su altri falsi o su sciocche leggende relativamente a donazioni di altri imperatori…

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