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Accadde oggi: nasce Angela Davis

26 gennaio

1944 – Nasce a Birmingham, in Alabama, Angela Yvonne Davis, attivista del movimento afroamericano statunitense. Docente universitaria, è Direttrice del Women Institute. Impegnata nel movimento dei diritti civili, in particolare si occupa delle condizioni dei carcerati, è stata leader del Partito comunista, fino agli anni ’90. Icona dei giovani americani ed europei dei movimenti progressisti e studenteschi negli anni ’70, tanto da rendere molto popolare e di moda la sua capigliatura “alla afro”.
(In fondo si potrà vedere un filmato RAI su Angela Davis con una sua intervista e ascoltare la canzone “Angela” di John Lennon e Yoko Ono a lei dedicata)

angela_wantedNasce in un quartiere dominato da un acuto conflitto razziale. Si iscrive alla Little Red School, famosa scuola privata del Greenwich Village, il quartiere radicale e progressista di New York. Lì comincia i suoi studi sul socialismo e sul comunismo e comincia a militare nel gruppo giovanile comunista. Prosegue gli studi alla Brandeis University, in Massachusetts, poi in Francia e in Germania, studentessa di Adorno. In pari tempo crescono la sua coscienza politica e il suo attivismo, e ben presto l’evolvere degli eventi negli Stati Uniti, con il dilagare del movimento per i diritti civili, la spinge a tornare in patria. Negli Stati Uniti, la Davis, ormai tra i leader del movimento e del Partito Comunista, balza agli onori della cronaca per la sua dura detenzione in carcere, in cui viene rinchiusa dopo una lunga latitanza per il suo presunto collegamento con la rivolta del 7 agosto 1970, in cui le Pantere Nere sequestrarono il giudice Harold Haley, finita in tragedia. Durante il processo a componenti delle Pantere Nere, interrotto dai militanti armati, furono sequestrati il giudice ed altri. Nella fuga la polizia fece fuoco uccidendo 6 persone, tra cui il giudice stesso. Le armi risultavano intestate alla Davis che potè dimostrare la propria estraneità all’episodio, dopo un lungo e difficile iter giudiziario.
Angela_Davis_NESWEEKCOVERMa proprio dal carcere la Davis scriverà alcune delle pagine più famose della contestazione statunitense tanto da meritare tre canzoni in suo onore: “Angela” del Quartetto Cetra (la prima in assoluto, scritta nel 1971), “Angela” di John Lennon e Yoko Ono, e “Sweet Black Angel” dei Rolling Stones. In Francia, la sua liberazione fu sostenuta fra gli altri da Jean-Paul Sartre, Gerty Archimède, Pierre Perret, ed in Italia da Antonio Virgilio Savona del Quartetto Cetra.
Scagionata con formula piena dalle accuse che l’avevano tenuta in cella, ricominciò il suo percorso di militanza, concentrando i suoi sforzi sul problema delle carceri, delle origini sociali e razziali della detenzione di milioni di afroamericani negli istituti penitenziari statunitensi. Partecipò al Black Panther Party e costruì la sezione dello SNCC di Los Angeles. I marxisti erano ben lontani dell’essere maggioritari nei movimenti contro l’oppressione razziale e si trovarono spesso in difficoltà all’interno di questi movimenti. Ma fu sulla base di questa esperienza che Angela Davis portò un contributo pratico e teorico rilevante. La sua analisi apportò un contributo fondamentale alla costruzione di una teoria che allo stesso tempo spiegava e dava gli strumenti per cambiare il mondo. Individuando nello sfruttamento la radice dell’oppressione, dipinse il ritratto di un’unica classe, la classe lavoratrice, che nello stesso tempo subiva e poteva combattere razzismo e sessismo.
angela-oggi1-199x300Attualmente la Davis insegna Storia nell’Università della California dove dirige anche il Women Institute. Attualmente non è più iscritta al Partito Comunista statunitense ma continua a sostenere gli ideali e i principi di sempre, a cominciare da quel senso critico che l’ha portata a scagliarsi anche contro la degenerazione del movimento afroamericano verso il fondamentalismo islamico; il riferimento è alla Nazione Islamica di Louis Farrakhan, movimento islamista e maschilista, che ha riempito il vuoto lasciato dalla scomparsa delle laiche e progressiste Black Panthers.

Da un’ intervista al giornale l’Unità, nel 2005 Angela Davis:
… Cosa intende per l’abolizionismo in campo carcerario? – Uso la parola con intenzione. L’abolizione, amo dire, ha liberato tutti i neri, tranne quelli in prigione. Il sistema carcerario, in America, è un complesso industriale: chi lucra, chi, privato, gestisce carceri, chi guadagna sull’indotto, e le multinazionali che si servono della manodopera a prezzo stracciato dei reclusi. Intanto, invece, si tagliano i fondi del Welfare e cresce, nelle prigioni, la percentuale di donne-madri private di sussidi. Su due milioni di carcerati, negli Stati Uniti, quasi la metà sono afroamericani e, se li uniamo ai latinos, gli amerindi e gli asio-americani, arriviamo a una maggioranza schiacciante della popolazione. Ma la situazione va diventando analoga su scala mondiale: in Italia su 56.000 carcerati non sono forse stranieri 16.000? Dunque, la figura del criminale assume una colorazione etnica. E questo prepara il terreno a farci percepire la figura del terrorista con una colorazione razziale. ..Col mio movimento, mi oppongo al principio della punizione che produce guadagno… .
Che fine ha fatto il grande movimento dei neri? – Col tempo i movimenti cambiano, le sfide sono diverse. Io ero contro la marcia di Farrakhan perché ritenevo inaccettabile il suo separatismo maschile. Dai tempi di Luther King però è cambiato il ruolo degli afroamericani nella società. Si tratta di coniugare, oggi ormai, la questione razziale con quella di classe.
Per una generazione di ragazzi i capelli neri e ricciuti “alla Angela Davis” sono stati un segnale di rivolta. Come mai oggi è bionda? – Capisco il senso della domanda. All’epoca io non immaginavo minimamente che sarei diventata un simbolo: hanno scritto persino un piccolo saggio semiologico su quella mia chioma. Le rivelo che quel taglio l’avevo copiato da altre e quel nero era frutto di una tintura. Allora mi tingevo di nero, oggi mi tingo di biondo.

Angela Davis P565.aiNel 1971 il Quartetto Cetra conduce il programma Stasera sì, con la direzione musicale di Mario Bertolazzi: nel corso della puntata del 7 novembre il Quartetto presenta “Angela“, canzone dedicata ad Angela Davis, ed il giorno dopo Felice Chiusano riceve da uno sconosciuto un messaggio:”Dica al suo collega Savona di non fare il gradasso sul palcoscenico e di lasciar perdere la politica, di cantare Nella vecchia fattoria e di smetterla di sfruculiare con Angela Davis e tutto il resto…queste sono cose delicate, mi sono spiegato?“. Chiusano racconta l’episodio a Savona, che ne trarrà ispirazione per comporre la canzone “Cose delicate”.
Nel 1974 Francesco De Gregori cita Angela Davis nella sua canzone “Informazioni di Vincent“, contenuta nel cosiddetto “album della pecora”: “Guardo le mie povere cose / una foto di Angela Davis / muore lentamente sul muro / e a me di lei / non me n’è fregato niente, mai“.
Angela Davis – Nel ventre del mostro, Editori riuniti, Roma, 1971.
Angela Davis et al. – La rivolta nera, Editori riuniti, Roma, 1972
Angela Davis – Autobiografia di una rivoluzionaria, Garzanti, Milano, 1975 (riedito da Minimum Fax, 2007)
Angela Davis – Bianche e nere, Editori riuniti, Roma, 1985

 

 

Fonte

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