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Accadde oggi: nasce Cesare Beccaria

15 marzo

1738 – Nasce a Milano Cesare Bonecasa, marchese di Beccaria. E’ stato un giurista, filosofo, economista, letterato, figura di spicco dell’Illuminismo.
Dopo la pubblicazione di alcuni articoli di economia, diede alle stampe (inizialmente anonimo) nel 1764 “Dei delitti e delle pene“, breve scritto che ebbe enorme fortuna in tutta Europa. (Se continui a leggere, potrai vedere in fondo il testo dell’opera in una edizione storicae un filmato che presenta una mostra su Beccaria che si è tenuta presso la Camera dei Deputati)
L’opera ebbe un particolare successo in Francia, dove incontrò l’apprezzamento entusiastico dei filosofi dell’Encyclopédie e di Voltaire che lo tradussero e lo considerarono come un vero e proprio capolavoro.Dei_deleti_e_delle_pene_1764L’opera venne messa all’Indice dei libri proibiti nel 1767, a causa della distinzione tra peccato e reato.
In questo breve trattato Beccaria si pone con spirito illuminista delle domande circa le pene allora in uso. Afferma che il reato è un danno alla società, a differenza del peccato, che non essendolo, può essere giudicabile e condannabile solo da Dio. L’ambito in cui il diritto può intervenire legittimamente non attiene dunque alla coscienza morale del singolo.
Il risultato dei suoi ragionamenti mostra l’inutilità delle pene che venivano usate rispetto allo scopo perseguito: una pena di grande intensità può essere presto dimenticata ed il delinquente può essere in grado di godere dei frutti del suo misfatto. Al contrario, una pena duratura impedirebbe a chi compie un crimine di godere dei frutti del suo reato e, benché non sia intensa, si ricorderebbe più facilmente. Beccaria propone quindi la detenzione in carcere per i colpevoli. Tra le tesi che egli avanza contro la pena capitale vi è il fatto che lo Stato, per punire un delitto, ne compierebbe uno a sua volta, mentre il diritto di questo Stato, che altro non è che la somma dei diritti dei cittadini, non può avere tale potere, infatti nessuna persona – dice Beccaria – darebbe il permesso ad altri di ucciderla.
Sull’onda del successo di questa proposta di riforma giudiziaria, la pena di morte fu abolita per la prima volta nel Granducato di Toscana, il 30 novembre 1786.

libro

Se vuoi vedere un’edizione storica dell’opera coi commenti di Voltaire clicca qui

 

Fonte

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