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Accadde oggi: nasce Colette

28 gennaio

1873 – Nasce a Saint-Sauveur-en-Puisaye, in Borgogna, Colette, pseudonimo di Sidonie-Gabrielle Colette scrittrice francese. Spregiudicata e anticonformista è la prima scrittrice insignita delle più importanti onorificenze accademiche, nonché Grand’Ufficiale della Legion d’onore. Creatrice di personaggi femminili di grande successo, fu la prima donna nella storia della Repubblica Francese a ricevere funerali di stato. La Chiesa si rifiutò di effettuare la cerimonia religiosa.
(In fondo potrai vedere due filmati. Nel primo Colette descrive la sua casa di campagna. Il secondo è il trailer del film del 2009 di Stephen Frears “Chéri” tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice)
Colette è stata una delle grandi protagoniste della sua epoca, un mito nazionale francese: oltre che scrittrice prolifica, fu attrice di music-hall, un nuovo genere di spettacolo che segnala il cambiamento dei gusti letterari e dei costumi. Spesso nuda durante le sue esibizioni, autrice e critico teatrale, giornalista e caporedattore, sceneggiatrice e critico cinematografico, estetista e commerciante di cosmetici. Insomma una figura di molteplici risorse creative.
pic0105-colette006Si sposò tre volte ed ebbe un amante più giovane di lei di trent’anni, affermando una libertà di vita assolutamente anticonformistica per i tempi. Più volte fu al centro di ”scandali” per le sue disinibite relazioni sentimentali con alcune personalità mondane, di ambo i sessi, della società francese. Pur non provando simpatia per le femministe della sua epoca, la sua vita e la sua opera letteraria furono la testimonianza di una donna libera, emancipata, che sfidò le convenzioni e le restrizioni morali dell’epoca, e che contribuì a rompere certi tabù femminili già a partire dalla sua prima creazione letteraria, il personaggio di Claudine “dall’ammiccante selvatichezza, dalla spregiudicata sensualità“.
Accadde oggi: nasce ColetteProprio il suo primo romanzo Claudine a scuola, e la serie che ne seguì, uscì con la firma maschile di suo marito Willy, che consigliò di accentuare gli aspetti piccanti del personaggio. Iniziò dunque a scrivere, con un tipico “artificio” dettato dai tempi e dalla mentalità editoriale. La fortunata serie delle Claudine, piena di un certo pigmento erotico, ai primi del XX secolo rivestiva un carattere osé notevole.
Durante gli anni della prima guerra mondiale (1914 – 1918) l’attività giornalistica di Colette si intensificò, nel 1914 raggiunto a Verdun il marito partito per il fronte, inviò a Parigi dei reportages che, però, non passarono la censura. Continuando a scrivere articoli per la stampa e intensificando il suo interesse per il cinema, scrisse articoli di critica cinematografica e una sceneggiatura originale per il film “La flamme cachée“, sceneggiatura richiestale dalla società cinematografica fondata da Musidora, attrice e amica di Colette, già protagonista di due film tratti dai suoi romanzi (Minne e La vagabonde).
Nel 1920 viene pubblicato a puntate il romanzo Chéri, che subito suscita scandalo ma che annovera fra i suoi estimatori André Gide, che così scrive: “Da un capo all’altro del libro, non un cedimento, non una ridondanza, non un luogo comune” e anche “Che splendido argomento è quello che ha scelto! E con quale intelligenza, padronanza e conoscenza dei segreti meno confessati della carne”. “Ma quel che si scrive succede” dice Colette.
cheriViene insignita della Legion d’onore con il grado di Cavaliere. Nel 1932 Colette apre un istituto di bellezza nel quale distribuisce consigli di make-up e di bellezza alle dame parigine che lei stessa trucca personalmente. Visto il successo di questa impresa nascono quattro succursali, e altri negozi vendono i prodotti e i cosmetici pubblicizzati e curati da Colette, con la sua immagine nelle etichette, disegnata da lei stessa. Ma già l’anno successivo l’attività commerciale, sebbene riscuota successo, risulta sfibrante e rallenta il suo lavoro di scrittrice.
Nel 1946 intraprende una serie di cure per la malattia (artrosi) di cui soffre e pubblica L’Etoile Vesper, l’anno successivo la sua salute migliora un po’ e Colette continua a partecipare alla vita accademica, riceve anche la visita di Truman Capote, che ne parlerà in uno dei suoi testi. Nel 1949 la fama di Colette è consacrata e, come ad un “monumento delle lettere francesi […] istituzione vivente, testimone del tempo“, all’interno del suo appartamento al Palais-Royal Colette vedrà sfilare un susseguirsi incessante di visitatori. Noto è anche il divano-letto sul quale Colette, semi paralizzata per l’artrosi invalidante, lavora e passa gran parte del suo tempo.
pic0105-colette008Diventa Presidente dell’Académie Goncourt e pubblica Le fanal bleu e il suo ultimo libro, En pays connu, una raccolta di scritti. Nel 1948 si occupa della revisione e della raccolta dell’intera sua opera per l’edizione pubblicata poi in 15 volumi (Œuvre complete, 1948-1950).
A Montecarlo sempre in cerca di cure, nota all’Hôtel de Paris una giovane attrice, Audrey Hepburn, e la sceglie per interpretare la commedia Gigi, che andrà in scena a Broadway, diventando un successo mondiale, anche cinematografico. In occasione dei suoi 80 anni, nel ’53 l’idolo Colette riceve tributi e onorificenze quali la medaglia della Città di Parigi, l’elezione a membro onorario del National Institute of Art and Letters di New York, e il grado di Grand’Ufficiale della Legion d’onore. Nel 1954 Colette, giunta al termine della sua lunga malattia, si spegne il 3 agosto a Parigi, nella sua stanza al Palais-Royal. Non senza un seguito di polemiche e indignazioni, la Chiesa rifiuta i funerali religiosi e Colette, prima donna in Francia, riceverà le esequie di stato nella corte d’onore del Palais-Royal. È sepolta nel cimitero di Père Lachaise.

 

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