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Accadde oggi: nasce Condorcet

29 marzo

1743 – Nasce a Ribemont in Francia Jean Antoine Nicolas de Caritat. noto come Marchese di Condorcet.
Matematico, economista e filosofo, fece parte del gruppo degli “Enciclopedisti“, stringendo una proficua collaborazione in particolare con Jean-Baptiste D’Alembert e con Voltaire. Partecipò attivamente alla Rivoluzione Francese nel partito dei girondini, ma in seguito fu oggetto di proscrizione per i suoi contrasti con Robespierre e quindi messo in carcere, dove vi morì nel 1794 in circostanze poco chiare.
Gli scritti di Condorcet costituirono un contributo chiave all’Illuminismo francese, e in particolare il suo pensiero riguardo il progresso umano.
In precedenza era inconcepibile credere che l’uomo potesse capire tutto del mondo naturale. Nessuno degli scritti di Condorcet fa riferimento a credenze in una religione o a interventi divini negli affari umani, al contrario ribadì spesso la sua fede nell’umanità stessa e nella sua abilità a progredire grazie alla filosofia morale. Attraverso questa accumulazione e condivisione di conoscenza, era convinto che ogni uomo potesse arrivare alla comprensione di tutti gli eventi nel mondo naturale. Perché ciò fosse davvero possibile, comunque, Condorcet insisteva sulla necessità di unione tra gli uomini, indipendentemente da razza, religione, cultura o sesso.
In questa ottica, nella sua opera Abbozzo di un quadro storico dei progressi dello spirito umano, l’istruzione assume un ruolo determinante come quella che, diffondendo i lumi della ragione e, dunque, debellando superstizioni e ignoranza, consente all’umanità di comporsi in unità nell’uguaglianza della dignità personale e delle opportunità di partecipazione alla vita pubblica, politica, civile e economica.
Nel suo Progetto di decreto sull’organizzazione generale dell’istruzione pubblica, presentato all’Assemblea Legislativa del 1792, Condorcet sostiene la necessità che:
– l’istruzione pubblica tenga conto delle competenze richieste dalle diverse professioni esistenti nel sistema della vita produttiva e sociale;
– l’istruzione sia mantenuta distinta dall’educazione, sia per non entrare in un campo non proprio, ma riservato ai diritti formativi della famiglia, sia perché lo Stato non può arrogarsi il potere di imporre una propria morale o una propria religione, con pregiudizio del libero commercio delle opinioni;
– l’istruzione sia estesa anche alle donne per un diritto che esse posseggono in proprio, nonché per evitare quelle diseguaglianze culturali che possono incrinare la felicità familiare.

Fonte

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