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Accadde oggi: nasce Jack London

12 gennaio

1876 – Nasce a San Francisco Jack London. Scrittore diretto e immediato, è uno dei padri della letteratura americana. La sua opera si fonda sulla “struggle for life” darwiniana, della lotta dell’uomo contro la natura ostile e selvaggia. La sua visione del mondo è di un utopismo apparentemente ingenuo, ma forte e sincero, i suoi personaggi moderni Prometei in lotta contro una civiltà cinica e violenta. La sua prosa rimane una delle più potenti e solide della narrativa americana.
E’ uno dei primi scrittori che abbandonano lo stile del letterato di stampo europeo e propone una letteratura che narra di uomini sfruttati come bestie, compagni di viaggio sulle strade americane, anticipando “Sulla strada“ di Kerouac. (In fondo si potrà vedere una sequenza di una trascrizione cinematografica di “Zanna bianca)
I0013307AFiglio illegittimo, allevato da una madre spiritista e da un padre adottivo che passava da un fallimento commerciale all’altro, si fece precocemente adulto sui moli di Oakland e sulle acque della baia di San Francisco insieme a compagnie poco raccomandabili. La strada fu la culla della sua adolescenza; Jack London era uso frequentare ladri e contrabbandieri, costretto ai mestieri più disparati e non sempre legali. Nella sua giovinezza passò da un lavoro all’altro senza troppe difficoltà: allevatore di ostriche, cacciatore di foche, operaio, corrispondente di guerra, avventuriero, venne coinvolto egli stesso nelle famose spedizioni in Canada alla ricerca del mitico oro del Klondìke. Jack London ha comunque sempre coltivato e custodito dentro di sè il “morbo” della letteratura, essendo costituzionalmente un gran divoratore di libri di ogni genere.
Cimentatosi ben presto anche con la scrittura London riuscì a essere per circa un quinquennio scrittore tra i più famosi, prolifici, e meglio retribuiti che si ricordino, pubblicando in tutto qualcosa come quarantanove volumi. Il suo spirito era però perennemente insoddisfatto e ne sono testimonianza i continui problemi di alcool e gli eccessi che hanno contrassegnato la sua vita.
I0013295ADopo l’esperienza nel grande Nord canadese, a contatto coi trappers, gli indiani e la natura selvaggia, Jack London, che si era già espresso in passato nella scrittura, trova infine la sua fonte di ispirazione. Avendo coscienza di essere il solo sostentamento della madre, si getta nove ore al giorno nella letteratura, redigendo novelle, racconti brevi (short stories), per le grandi riviste. Nel 1899, comincia così una collaborazione proficua con “The Overland Monthly“. Questi racconti di avventure, crudeli ed eroici ad un tempo, sono nelle aspettative e nel gusto del grande pubblico.
Nel 1900, Jack London pubblica il suo primo romanzo “Il figlio del lupo“. È ormai diventato un autore di successo. La sua sensibilità di scrittore e di uomo si rivolge agli uomini, ma anche alle bestie che sostengono in sé, nella propria inesprimibile natura animale, il carico del proprio dolore, facendoli divenire, per la prima volta nella narrativa occidentale, protagonisti in prima “persona”.
Nel 1913, esce “John Barleycorn“, la sua autobiografia incentrata sulle sue vicende di alcolista. Il libro diventerà la “bibbia” degli abolizionisti.
E’ affermato: i suoi romanzi a partire da “Zanna bianca” , “Il richiamo della foresta“, “Martin Eden” fanno il giro del mondo. Hanno una diffusione enorme in URSS, in virtù dell’ideologia socialista. Il regime nazista tenterà di farne un’icona dell’Uomo Eroico, enfatizzando la visione epica e prometeica dei suoi protagonisti.
Guadagna moltissimo e si fa costruire un ranch (80.000 $), che doveva essere una casa aperta a tutti, ai senza tetto, ai viandanti, agli amici e lettori, ma che viene totalmente distrutto da un incendio di probabile origine dolosa. London sente l’invidia e l’ostilità intorno alla sua persona e al suo successo e alle idee sue socialiste. Nel 1914 parte per Vera Cruz, a bordo di una nave da guerra, per seguire la rivoluzione messicana. Effettua una crociera sul fiume Sacramento. Per riposarsi, resta alcuni mesi ad Hawaii con sua moglie nel 1915, dove scopre e fa conoscere agli USA il surf, “sport degli dei”.
I0013345AJack London continua a militare nel Partito socialista fino al 1916 anno in cui ne fuoriesce, giudicandolo troppo tiepido, ma probabilmente a causa delle contraddizioni e dal sospetto che sentiva verso i suoi successi letterari. “La piccola signora nella grande casa” è l’ultimo romanzo di Jack London ad essere pubblicato con lui vivo. Nel 1916, l’America puritana respinge questa storia e grida allo scandalo. Tuttavia, lontano da qualsiasi tono facile che il tema avrebbe potuto concedere, l’autore descrive con squisitezza e sottigliezza una situazione, fuori dalla norma, premonizione di un cambiamento della società, e del posto che la donna vi occupa.
Colpito da uremia, egli muore, nella notte tra il 21 e il 22 novembre 1916, dopo aver ingerito una forte quantità di medicine. A lungo ci si è chiesti se non sia stato suicidio. Non ha che 42 anni.
Gli scritti di Jack London hanno avuto, e continuano ad avere, una diffusione enorme, specie tra il pubblico popolare. Non altrettanta fortuna ha però avuto questo irruento ed istintivo scrittore presso i critici, specie quelli accademici; soltanto in anni recenti si è assistito a una larga rivalutazione, soprattutto a opera di critici militanti della sinistra, grazie alle tematiche affrontate nei suoi romanzi, spesso orientate alla descrizione di ambienti rozzi e degradati tipici delle classi subalterne, con storie incentrate su avventurieri e diseredati, impegnati in lotte spietate e selvagge per la sopravvivenza, in ambienti esotici o insoliti: i mari del Sud, i ghiacciai dell’Alaska, i bassifondi delle grandi metropoli.

Nel testo foto di Jack London con la moglie Charmian.

 

Fonte

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