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Accadde oggi: nasce John Locke

 

29 agosto copia“”Le nuove opinioni sono sempre sospette e vengono di solito contrastate per l’unica ragione che non sono ancora diventate comuni.”” (citazione di John Locke)

Dopo studi, anche in medicina, e una collaborazione con il governo della monarchia inglese, nel 1675  si ritirò per motivi di salute in Francia per quattro anni, durante i quali studiò la filosofia di Cartesio, di Gassendi e dei libertini. Nella prefazione al Saggio sull’intelletto umano, sua opera principale, intitolata Epistola al lettore, Locke, rivolgendosi ai suoi lettori, racconta come ebbe origine il problema oggetto dell’opera: Accadde oggi: nasce John Locke« …essendosi cinque o sei amici miei riuniti nella mia stanza a discutere di argomenti molto diversi dal presente soggetto, ben presto ci trovammo in un vicolo cieco…e dopo aver fatto alquanti sforzi senza con ciò progredire verso la soluzione…a me venne il sospetto che avessimo adottato un procedimento errato; e che prima di applicarci a ricerche di quel genere, fosse necessario esaminare le nostre facoltà e vedere con quali oggetti il nostro intelletto fosse atto a trattare e con quali invece non lo fosse…” Ma gran parte degli uomini, come diceva  il filosofo di Konisberg, Kant, arrivando alla stessa conclusione di Locke, pur essendo stati creati liberi dalla Natura (“naturaliter maiorennes”) si accontenta molto volentieri di rimanere “minorenne” per tutta la vita. Questa condizione è dovuta o a pigrizia o a viltà  e non si ha il coraggio di cercare la verità.
64px-LockeEssayIn ogni caso il risultato di questa non-scelta è la facilità per i più scaltri (o i più potenti) di erigersi ad interessati tutori di costoro. Per risolvere quindi i problemi più gravi del suo tempo, come quelli di natura politica e religiosa che determinarono le rivoluzioni inglesi, Locke ritiene necessaria un’analisi – questo il significato di critica – dell’intelletto, cioè della capacità conoscitive dell’uomo, per stabilire quali argomenti egli possa portare a soluzione e quali gli siano esclusi accontentandosi, come egli dice, di «una quieta ignoranza».

Le idee«Il fatto che gli uomini abbiano trovato alcune proposizioni generali che, una volta comprese, non possono essere sottoposte a dubbio, fu, io ritengo una breve via per concludere che erano innate… Ed era un vantaggio non piccolo per quelli che si presentavano come maestri ed insegnanti considerare questo come il principio di tutti i principi:i principi non devono essere messi in discussione..” . Locke ritiene che le rivelazioni religiose, contenute nelle varie scritture delle religioni positive, siano accomunate da alcuni principi di fondo, semplici dogmi, dettati dalla natura stessa e validi per tutti per la loro intrinseca razionalità. In questa sua concezione di una religione naturale prevalente e antecedente le religioni positive, Locke anticipa le posizioni che saranno proprie del deismo. Proprio perché la religione naturale è razionale, i suoi semplici dogmi possono essere rispettati da tutti senza difficoltà, e non v’è alcun motivo per cui lo stato debba imporre una determinata religione positiva. Accadde oggi: nasce John LockeLo stato deve invece essere non confessionale, ovvero laico, anche perché un’eventuale violazione di queste sue necessarie caratteristiche sarebbe controproducente: ne verrebbero lotte religiose destinate a gravi conseguenze anche politiche. Da questa idea di tolleranza religiosa Locke tuttavia esclude sia la Chiesa cattolica, la quale è accusata di negare l’ideale di tolleranza volendo imporre la propria religione anche attraverso la natura confessionale dello stato, sia gli atei, che, non credendo in nessun Dio, non sono affidabili dal punto di vista dei valori morali e in particolare nei giuramenti resi in nome della Bibbia.

lockeIl liberalismo politico. Locke cercò di ideare un sistema basato sull’utile della convenienza, che potesse fornire il miglior vantaggio per tutti. Dapprima gli parve che solo lo stato assolutistico hobbesiano potesse garantire il raggiungimento di questi scopi. Egli si convinse che lo stato assoluto non si adattava alle tendenze naturali che gli uomini cercano di assecondare unendosi in società. Nello Stato di natura tutti gli uomini possono essere uguali e godere di una libertà senza limiti; con l’introduzione del denaro e degli scambi commerciali, tuttavia, l’uomo tende ad accumulare le sue proprietà e a difenderle, escludendone gli altri dal possesso. Sorge a questo punto l’esigenza di uno stato, di una organizzazione politica che assicuri la pace fra gli uomini. A differenza di Hobbes, infatti, Locke non riteneva che gli uomini cedessero al corpo politico tutti i loro diritti, ma solo quello di farsi giustizia da soli. Lo Stato non può perciò negare i diritti naturali, vita, libertà, uguaglianza civile e proprietà. coincidente con la cosiddetta property, violando il contratto sociale, ma ha il compito di tutelare i diritti naturali inalienabili propri di tutti gli uomini.

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